| ARRANGIAMENTI - ANTEPRIMA: "Ammazzateci tutti" e "Ci siamo stancati" |
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Ammazzateci tutti
M come merda, M come morte, M come mafia, da sempre con la stessa funzione, reprimere le lotte di protesta, controllare le attività criminali, dominare le coscienze. Ed è sempre lì, nessuno si muove, ma tutti dicono di farlo, campagne elettorali sporche e sbagliate, panorami saturi di schifo, demolizione delle idee altrui, elusione dei problemi reali, furti di esistenze, mentre gli innocenti muoiono colpevoli di avere sognato un mondo migliore. Tutto va bene in questa Italia di sempre, tutto è servito in un piattino d'argento ai grassi signori della mafia, ai loro commensali della politica, sempre lì sullo stesso obbligato percorso, se vuoi lavorare ci devi dare il culo e l'anima, se vuoi vivere devi indossare i nostri vestiti. Un'altra M, Moro, è servita solo a giustificare che erano troppi due morti da ricordare nello stesso giorno. Sullo sfondo procede inesorabile il funerale della democrazia. Per fortuna c'è ancora qualche pazzo, per lo più giovane, che crede possibile il funerale della borghesia mafiosa. Ammazziamolo. Ammazzateci tutti.
Ci siamo stancati Ci siamo stancati anche di lamentarci. Una calma cupa è caduta sulle nostre teste, come l'aria di una giornata senza sole. Non intendevamo questo quando dicevamo "Non voglio morire democristiano" e avremmo preferito morirci se ci avessero detto che l'alternativa era morire berlusconiano. Abbiamo anche smesso di sperare che finisca la notte del disgusto, il tunnel dell'avvilimento, l'incubo della perdita delle libertà strappate con lacrime e sangue, il piattismo della rassegnazione. L'assenza del lumicino, la coscienza dell'erosione giornaliera, l'irreversibilità di devastanti bordate, il sogno della rivoluzione sempre più irraggiungibile, lo studio scientifico di ogni contromossa hanno prosciugato le nostre residue risorse. Il pesce vaga incerto nell'acqua torbida. Anche lo stupore del "non è possibile" è diventato normalità. Seduti in poltrona, caffè caldo, coca fredda, sottofondo con la musica preferita, si legge, si vota, si commenta, si posta, fuori freddo, minestrina, mangiato troppo ieri, un film scaricato il sonno nel letto preriscaldato, se viene qualche amico meglio, altrimenti va bene lo stesso. I negri di Rosarno hanno avuto più orgoglio di noi. E così, con la guadagnata patente di vinti, per non dire di vili, aspettiamo l'ignoto profeta che venga a suonare la tromba del giudizio. 18.01.2010 |
















