| GIRI DI PAROLE 2011: I TESTI VINCITORI |
|
|
|
| GIRI DI PAROLE 2011 - LAVORI IN CORSO... | |
|
Una pioggia di racconti, romanzi e saggi da tutta Italia ha sommerso la nostra casa editrice: "Giri di Parole 2011" è stato un successo. Il tema scelto per questa edizione è stato "Una Rivolta". Centinaia di persone sono intervenute alla cerimonia di premiazione che si è svolta giovedì 1 dicembre al Teatro la Vicaria. La giuria per le sezioni di narrativa - Racconti e Romanzi - è stata presieduta, come ogni anno, da Beatrice Agnello e Gian Mauro Costa. A decretare il vincitore della sezione Saggi, invece, è stato un gruppo di lettura coordinato dal prof. Michele Cometa. Ed ecco i vincitori delle tre sezioni: a loro vanno l'affetto e le congratulazioni di tutti noi. Sezione a) RACCONTI: pubblicati nell'antologia SCRITTORI IN RIVOLTA
(in ordine alfabetico) Asaro Vita - Non c’era una volta una lupa Canino Francesco - Una vastissima palude di fango Cannavò Tiziana - L’ultima corsa Gristina Giorgio - Contro l’ordine del tempo Parrinello Meli Dario Davide - Potevo partire Pettinato Liliana - Oscillazioni Renda Antonella - Una via d’uscita Santoro Claudio - Capelli e ossa Severgnini Bernardo - I giorni dei gelsomini Sorce Renata - Un sapore promettente Anche quest’anno avremmo dovuto assegnare il premio ai 15 racconti vincitori, ma al termine del lavoro di valutazione e selezione la giuria ha preso la (sofferta) decisione di segnalarne soltanto 10. Questo perchè riteniamo che la giuria di un premio di narrativa e un editore debbano operare la selezione con senso di responsabilità e correttezza – tanto nei confronti dei lettori a cui propongono dei testi, garantendoli con il loro marchio, quanto nei confronti degli autori che inviano i propri lavori.
Sezione b) ROMANZI
Napoli, 1985. Tre quindicenni: Pummarò, Panzarotto e Bacchettone.
Sezione c) SAGGI Preziosa Salatino - Il teatro dell'Oppresso nei luoghi del disagio
Il libro racconta la storia di una rivolta culturale e politica combattuta coi mezzi del teatro, che dal Brasile, in cui è nata, si è diffusa nell'arco di 50 anni in decine di Paesi in tutto il mondo. E' la storia del Teatro dell'Oppresso (TdO), nome apparentemente infelice, da intendere come “Teatro per la liberazione dell'Oppresso”, una metodologia nata sotto la dittatura brasiliana negli anni ‘60 e diffusasi nel resto d’Europa dagli anni ’80 in poi, a seguito dell’esilio forzato del suo fondatore, il regista Augusto Boal.
La premiazione si è svolta giovedì 1 dicembre presso la Vicaria, nel corso della manifestazione A Palermo quattro anni dopo, alla presenza i centinaia di persone da tutta Italia che hanno potuto rivolgere domande agli scrittori e confrontarsi con loro in un ambiente piacevole e stimolante.
Leggi gli incipit di tutti i testi pervenuti
|










