LA SIRENA
- Oooissa! - Tira! Tira! - Acchiappa di là ! - Forza!   - Ooo… - Ma che è? Una sirena? - Zitto cretino! - Ma che c’è? - Nel nome del Padre del Figlio dello Spirito Santo... - Ragione hai, è una sirena.  La sirena ha un bel viso e due gambe. Ha un vestito giallo e le labbra viola. Ha dei pesci appiccicati alla pelle gonfia. Ha delle alghe fra i capelli e un anello al dito medio.  Ha la pelle nera.
Il sole batte forte e c’è confusione. Bisogna fare presto, due uomini lo urlano di continuo mentre fanno accomodare tutti sul barcone. I posti erano esauriti, ma stringendosi un po’ ne entra qualcuno in più. Si parte.   Il sole batte forte e c’è solo il rumore del motore e il vociare sommesso dei passeggeri. La terra è sempre più piccola mentre il mare cresce. La sirena non è mai partita prima. In vent’anni ha visto solo il suo villaggio. Ha visto il suo cane bianco e nero che ha lasciato mentre cercava di acchiappare un topo, il couscous di sua madre, gli occhi rugosi di sua nonna, la fatica, la testardaggine di suo padre, i datteri del suo albero, gli stenti, il ragazzo che le piace di nascosto, le preghiere con le donne. Non ha mai visto il mare prima, non ha mai fatto il bagno. Guarda la distesa infinita, il blu, il sole che si riflette, sente il rumore dell’acqua, sente l’odore dell’acqua. Non ha mai visto il mare prima e le fa orrore. È sublime, profondo, instabile. Prende un po’ d’acqua fra le mani ma scappa via lasciandole salate e basta. L’unica cosa reale, solida, è la mano di suo fratello, suo fratello che vorrebbe fare il medico e ha studiato l’italiano. Si attacca alla solidità , al calore di quella mano e le viene in mente la terra. Pensa alla terra brulla di casa sua, pensa che si può calpestare, che si può star dritti e scegliere la direzione. Pensa che se si sotterra un seme cresce una pianta. Pensa che si può raccogliere un sasso e giocarci col cane.
Maria Grazia Maltese | |