LO STRETTO INDISPENSABILE...
Franchino era trafelato e con gli occhi fuori dalle orbite quando mise finalmente piede dentro la stazione di Napoli.. una voce metallica stava annunciando di già l’imminente partenza del suo treno e riuscì a malapena a cogliere il numero del binario.. fece quattro alla volta le scale del sottopassaggio e proprio un attimo prima che le porte del pesante mezzo si richiudessero inesorabilmente alle sue spalle, con un balzo felino, riuscì a salire. Piegato letteralmente in due, grondava sudore a tal punto che avrebbe dovuto prendere in affitto dei pori aggiuntivi per non intasarsi mortalmente.. per fortuna trovò subito posto in uno scompartimento semideserto e.. - “Che fa fuori.. piove? Non me n’ero accorta per niente..” – esordì una ragazza seduta lato finestrino, che per un attimo doveva aver staccato gli occhi da un pesante libro aperto sulle ginocchia. “Ehm.. no” – rispose Franchino imbarazzato – “ho solo fatto una corsa..” “Nel senso che l’hai montata pezzo per pezzo… motore, sterzo, cerchioni.. insomma quella roba lì?” – incalzò sarcastica la ragazza. “Vabbè, ti dirò la verità” – tagliò corto Franchino – “ho fatto una doccia per strada e mi son detto, mi asciugo sul treno..” poi togliendosi di dosso il trench gocciolante, proseguì – “ecco vedi.. questo è l’accappatoio.” Dopo alcuni mesi il treno giunse, in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia, alla stazione di Salerno e la gente ne approfittò per scendere sulla banchina.. alcuni bevvero un po’ d’acqua da una fontanella e si sgranchirono le gambe.. altri presero del caffè nero bollente da un ambulante che lo centellinava nelle chicchere di plastica come fosse oro colato.. altri, infine rimasero a terra, perché intontiti com’erano, imbucata la porta della toilette, non si accorsero nemmeno che nel frattempo il convoglio si fosse rimesso in moto… “Roberta.. siamo ancora noi due soli” – commentò Franchino con un sorrisetto da ebete sornione. “Già caro.. tu non sei sceso e più che vederlo, lo sento” – ribattè la donna – “se avessi saputo che incontravo te e i tuoi calzini, avrei riempito la valigia di sapone di marsiglia in pezzi!!” “Ah.. la France” – sospirò mesto il ragazzo. Circa un mese e mezzo più tardi, il treno con un potente fischio avvertì del suo arrivo la popolazione di Battipaglia… Battipaglia si cambia.. tuonò una voce perentoria attraverso gli altoparlanti collocati al centro del marciapiedi su colonnine graffitate di mille colori. “Dobbiamo scendere tesoro mio..” – fece Franchino premuroso – “passami la tua valigia ed il mio zaino..” “Sì, Amorino mio” – rispose la ragazza con voce mielosa ed occhi talmente dolci da procurare un attacco iperglicemico a presa rapida al più attento e scrupoloso degli insulino dipendenti - “non voglio che però ti sforzi troppo..”
Andrea Fiore | |