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ATENEO – ON LINE (http://www.ateneonline-aol.it/) aggiornamento n. 1371 del 11/02/2008 L'ANTEPRIMA. Il nuovo libro di Navarra Editore La "metamorfosi" in salsa siciliana: una mattina ti svegli e sei Cuffaro di Andrea Cottone Come il personaggio di Kafka, Antonio si sveglia e ha le sembianze dell'ex presidente della Regione. "Ma se l'avesse scritto uno di Napoli, avrebbe parlato di Bassolino", dice l'autore, Renato Polizzi. Piccoli scenari che restituiscono una realtà, quella siciliana, dominata da un sistema che non ha alternative. Abitata da trentenni “bamboccioni”, che non possono permettersi di metter su famiglia e che devono ricorrere “ai canali giusti” per potere campare In molti ricorderanno la storia di Gregor Samsa che una mattina si sveglia e si ritrova trasformato in un grande ripugnante scarafaggio. Era il 1915 e Franz Kafka dava alla luce il suo racconto più famoso, “La metamorfosi”. Quella dell'autore ceco è un’opera che indaga sull’individuo, sulle sue dinamiche psicologiche e il mondo esterno e un “altro” col quale confrontarsi. Ma se fosse il mondo esterno a indurre la metamorfosi di un giovane siciliano? In cosa si trasformerebbe? “Fu dopo aver fatto per l’ennesima volta lo stesso sogno che Antonio, un lunedì, si risvegliò nella sua camera trasformato nell’onorevole Salvatore Cuffaro, detto Totò, Presidente della Regione siciliana”. E’ questo l’incipit del nuovo libro di Renato Polizzi, scrittore marsalese, per Navarra Editore. Un progetto nato un anno fa proprio dopo la lettura dell’opera di Kafka. “Ma questa volta a essere oggetto della trasformazione è un ragazzo che si forma in Sicilia – spiega l’autore ad Ateneonline – in un sistema che ti porta a trasformarti, con i piccoli compromessi quotidiani, per inserirsi nel mondo del lavoro nel cercare e trovare i ‘canali giusti’ per ogni cosa”. Un racconto che, col passare del tempo, diventa una fissazione, alimentata dalle continue notizie che rimbalzavano dalla radio, alla tv, alla stampa. “Il problema non è Cuffaro, ma il cosiddetto Cuffarismo”, è il sistema a essere messo sotto accusa, non il suo principale rappresentante, “se questo racconto, per esempio, l’avesse scritto uno di Napoli, sarebbe stato Bassolino, e via dicendo”. Un racconto di costume in cui già nei primi due capitoli, diffusi oggi in anteprima dall’editore, si intravede una delle tante maschere che abiteranno il proscenio del racconto. E’ il dottor Casano, che grazie a una rapida occhiata al paziente riesce subito a collegare il nome del medico del Nord che lo dovrà curare. E grazie al suo prodigarsi nel trovare un letto libero in qualsiasi clinica, induce i pazienti alla fatidica domanda: “ma perché non si candida come sindaco?”. Piccoli scenari che restituiscono una realtà, quella siciliana, dominata da un sistema che non ha alternative. Abitata da trentenni “bamboccioni”, che non possono permettersi di metter su famiglia e che devono ricorrere “ai canali giusti” per potere campare. "Perché non sono rimasto a Bologna a fare il praticantato? Chi me lo ha fatto fare? E invece sono voluto tornare...e ora eccomi qui, servito...a Bologna non sarebbe successo!...al nord queste cose non succedono", si rimproverà, parlando fra sé e sé, il protagonista, cercando una valida giustificazione alla sua metamorfosi. E ancora: "Ma quale male e male"...sono capricci...le tu sempre a difenderlo a giustificare...io, alla sua età, avevo già un figlio! Te lo ricordi?", dice il padre di Antonio alla madre. Un siparietto arcinoto per quella generazione di trentenni che ancora vive con mamma e papà, nella quale rientra lo stesso autore. Nell’arco del racconto il personaggio, trasformato in Totò Cuffaro, incontrerà vari personaggi, piccoli segretari di partito, presidenti di associazioni antiracket e antimafia che daranno una speranza in una Sicilia che si scontra con una realtà pesante. A tutti piacerebbe un lieto fine che non è certo (nemmeno nella realtà): “Non posso dirvelo – conclude Renato Polizzi – ma è di certo una lettura amara”. In molti si chiederanno qual'è il titolo del libro. Non c'è. L'editore ha deciso che saranno i lettori ha sceglierlo. "non vogliamo fare da soli - si legge in una nota della casa editrice - Siamo pronti ad accogliere i suggerimenti di tutti i nostri lettori, convinti che la nascita di questo volume possa essere davvero il frutto di un'azione comune, di una riflessione critica sulla politica e la società siciliana". Andrea Cottone (11 feb 2008)
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