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OTTAVIO NAVARRA
Dopo l'esperienza politica, il leader della Pantera palermitana punta tutto su una casa editrice che porta il suo nome e va a caccia di nuovi talenti.
di Tonino Pintacuda. Foto di Giuseppe Fricano.
90011. Magazine Giugno-Luglio 2009
Dall’autunno della Pantera son passati quasi vent’anni. Ottavio Navarra era uno dei leader dell’ultimo grande movimento universitario, un gigante buono. Barba, megafono, salopette d’ordinanza e le idee chiare già allora, tanto da arrivare ad essere eletto nel 1992 alla Camera dei Deputati tra le fila dei Democratici di Sinistra e due anni dopo all’Assemblea Regionale Siciliana. Un impegno che ha meritato attestati pubblici di stima e perfino una citazione in una canzone dei Modena City Ramblers, La banda del sogno interrotto. Di quel giovanotto oggi è rimasto immutato il sorriso, lo stesso che si apre quando ci racconta l’esperienza della sua casa editrice, la Navarra editore.
Quando inizia la storia della Navarra editore? Nasciamo sulla carta stampata in una città siciliana, Marsala, come free-press d’impegno civile, vincendo l’opinione comune che concepisce i giornali gratuiti come spazzatura. È stato un modo per essere presenti e dar testimonianza. Senza dimenticare che l’esperienza di Marsala C’è, il nostro quotidiano, è unica nel Sud Italia. La fase di costruzione è stata difficilissima ma vincente è stata la voglia di raccontare e l’entusiasmo ha rimediato all’assoluta inesperienza. La data di fondazione del giornale coincide con la nascita della casa editrice: 22 aprile 2003.
Vuol raccontarci gli inizi? Sono stati all’insegna dell’artigianalità. Tutto ruotava attorno al piacere di lavorare con lo strumento del libro. Il primo titolo è stato Riso all’ortica di Renato Polizzi, che poi avrebbe scritto quel piccolo capolavoro che è Totomorfosi, la metamorfosi di Kafka riletta in chiave siciliana, con un giovane che si risveglia dopo una notte di sogni tormentati trasformato in Totò Cuffaro.
Poi avete deciso di aprire una seconda sede a Palermo. È stato un trasloco necessario. Nel capoluogo dell’Isola passa il 50% di tutto il venduto librario. Senza dimenticare che Palermo è punto d’osservazione strategico per capire le dinamiche della Sicilia. Qui abbiamo iniziato a lavorare su tutto il settore editoriale per rafforzarlo, affiancandolo alla comunicazione diretta che ha il suo centro nel nostro sito (www.navarraeditore.it, ndr). Poi abbiamo rafforzato la rete distributiva.
Il vostro catalogo s’è arricchito di nuove collane, con un filo comune a tenerle assieme. Tra le nostre pubblicazioni spiccano la collana di pocket Fiori di Campo e due riviste: Margini e Sottotraccia. La collana, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale “Peppino Impastato onlus - Casa Memoria” di Cinisi e coordinata da Guido Orlando, nasce per raccogliere le voci e tracciare i profili di tutti quegli uomini, più o meno noti, che si sono battuti per la legalità, la lotta alla mafia e l’uguaglianza. Sino ad ora sono usciti tre pocket: uno raccoglie le poesie di Peppino, uno è dedicato a Felicia, sua madre, e il terzo alla radio dei poveri cristi fondata da Danilo Dolci. Il semestrale di letteratura Margini è una rivista letteraria unica nel suo genere e, in ogni numero, indaga i grandi problemi della società con il solo privilegiato strumento del racconto letterario. Infine Sottotraccia, una nuova rivista interdisciplinare sui saperi e percorsi sociali. Il filo comune è l’impegno sociale, la valorizzazione della propria terra - dal confine culturalmente permeabile - e degli altrove».
Oltre l’impegno sociale, grande attenzione è riservata anche alla narrativa. Sì, e su questo versante abbiamo deciso d’aprirci allo scouting, alla scoperta di nuovi autori, pubblicando l’antologia Pazzità per far conoscere giovani scrittori siciliani. Tra gli ultimi arrivi ci sono Asia Anderson e i fantasmi del tempo di Marco Bonafede che segna l’uscita dallo schema regionale e lancia provocazioni interessanti, tanto da aver vinto il concorso letterario “Creatività e scienza” del Premio città di Salerno. Poi Ricordi di Rosa, che appartiene al filone del romanzo popolare, in un racconto ch’è anche ricerca e giunge sino alla contemporaneità. L’ultimo titolo pubblicato è Sconosciuti e dimenticati di Lino Buscemi, una guida che porta il lettore a conoscere Palermo con uno sguardo nuovo.
Cosa c’è in cantiere? Vogliamo continuare a rinfocolare il piacere della lettura, segnando la nostra presenza nel territorio, partecipando e sostenendo le iniziative che riteniamo meritevoli, come quelle di Addiopizzo. Stiamo lavorando su più fronti: a fine luglio uscirà un libro leggero e divertentissimo con un personaggio che di sicuro conquisterà il pubblico. Inoltre pubblicheremo l’antologia del premio Mondello giovani. E non dimentichiamo che s’è appena concluso il nostro primo concorso nazionale “Giri di parole”, dedicato al tema del viaggio a cui hanno partecipato da tutta Italia. Vogliamo rompere lo stereotipo dell’editore in attesa,cerchiamo d’essere presenti e non schiviamo le critiche che ci fanno crescere.
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