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Dicono di noi - Pazzità

PAZZITA', A CURA DI MASHA SERGIO

 

Pazzità, antologia a cura di Masha SergioNonostante spesso in editoria si dica che i racconti non abbiano mercato, ed in un certo senso è vero, si moltiplicano le moltiplicano le raccolte, che potremmo dividere in almeno tre tipologie: racconti di autori famosi (mono o pluriautore), racconti monoautore di esordienti, raccolte pluriautore sempre di esordienti.

Per quanto riguarda i primi non c’è molto su cui dissertare: vendono per il nome sulla copertina. I secondi sono rischiosi (e spesso, ma non sempre, appannaggio delle case editrici a pagamento). Gli ultimi sono un’ottima vetrina per scovare giovani talenti.

A questa categoria appartiene Pazzità, raccolta di autori palermitani che si sono affrontati e confrontati sul tema della follia, urbana o meno, analizzandone ciascuno un aspetto, poetico o sanguinario che fosse. Palermitani gli autori ma non la raccolta, che spazia senza confini geografici troppo stringenti se non in un paio di casi riconoscibili.

Il tema portante, oltre la pazzia e l’assurdità, è anche la sottile linea di separazione con la normalità, il confine inespresso e facilmente valicabile, la prossimità anche fisica tra chi conduce una vita allineata alle norme sociali e chi no. La quotidianità è infatti presente in quasi tutti i racconti, tangibile e concreta, fino al punto di frattura.

Esula da quest’ottica solo Amnésie Blanche, che sia per tono sia per ambientazione è il più onirico di tutti, quasi fumoso. Un piglio di realismo anche un po’ duro si trova nelle storie di Bon ton e La superficie delle cose. Tra questi estremi si trovano tutte le gradazioni degli altri sei racconti.

Come sempre alcuni sono notevoli e lasciano intuire talenti in piena fioritura, altri sono più piani e banali, nessuno è sciatto. Chiaramente non tutti i racconti sono dello stesso livello espressivo, le raccolte, si sa, sono disomogenee quanto a contenuti e stile, ma è anche un buon modo per “indovinare” i gusti della più ampia porzione di lettori possibile.

Indicato per chi si sente un po’ folle e per chi pensa che la follia sia davvero una “cosa lontana”.

Scritto da: Livia Di Pasquale il 22 Dicembre 2008

http://liblog.blogdo.net/argomenti/pazzita/

 
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