Un mostro kafkiano nei palazzi del potere - Repubblica
Dicono di noi - Totomorfosi

Un mostro kafkiano nei palazzi del potere

IMMAGINATE, una bella mattina, di aprire gli occhi al nuovo giorno e di constatare, nel torpore del primo risveglio, di trovarvi mutati in qualcosa o qualcuno diverso da voi; magari, non nella blatta di kafkiana memoria, ma in una qualche persona che forse neanche stimate tanto. Questo ciò che accade ad Antonio G., protagonista del breve Totomorfosi dell' ericino Renato Polizzi, trasformato (non si sa bene come e perché) niente poco di meno che nell' ex presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro. Il romanzo, che sta al modello kafkiano come le parodie di Franco e Ciccio stavano ai rispettivi riferimenti, rimarca, nell' ovvia paradossalità, un modo rozzo e volgare di essere siciliano, con quell' adagiarsi sugli avvenimenti (anche se negativi), sfruttandoli passivamente il proprio tornaconto. Così, al primo iniziale giustificato sbigottimento, subentra poco per volta una svogliata rassegnazione di fronte all' avvenuto mutamento, con la parallela accettazione, falsa e di comodo, di tutti gli innegabili vantaggi che essere Totò Cuffaro può evidentemente comportare. - MASSIMILIANO MINEO

 

 

 
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