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Gente - una commovente storia lunga 70 anni PDF Stampa E-mail
Dicono di noi - La mamma dei Carabinieri

UNA COMMOVENTE STORIA LUNGA 70 ANNI di Francesco Gironi

Sono la mamma dei carabinieri


In un libro, la vicenda della siciliana Mimma Lupo, che festeggia i 91 anni. Ragazzina innamorata di un carabiniere, costretta dalla famiglia a non sposarlo, si è poi "rifatta" accudendo i militari di scorta sotto la casa del giudice Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992.

C'è una storia che i carabinieri appena arrivati a Palermo imparano subito. E per una volta non è legata alla mafia. È la storia di Domenica Lupo, un'arzilla signora di 91 anni, affettuosamente ribattezzata dai militari del XII Battaglione Carabinieri Sicilia "la mamma dei carabinieri".
Per anni, ogni giorno Domenica usciva dal suo appartamento in via Cilea e andava a trovare gli uomini di guardia alla casa del giudice Paolo Borsellino, proprio di fianco a lei. «Ci portava acqua, cornetti, tè, panini... spendeva la sua pensione solo per noi>, ricorda Alessio Puleo, uno degli uomini in servizio davanti alla casa del giudice ucciso dalla mafia nell'attentato del 19 luglio 1992 quando, in via d'Amelio (dove abitava la madre che stava andando a trovare), una Fiat Panda con 100 chili di tritolo lo uccise assieme a 5 uomini della scorta. «Ne avevo spesso sentito parlare, ma quando per la prima volta me la trovai davanti, in divisa da carabiniere, ho capito che era davvero un personaggio speciale!», continua Puleo.
Proprio un personaggio da raccontare. Perché l'affetto di "mamma Mimma" verso l'Arma ha radici lontane. Che affondano nella Palermo del 1934.

Mimma ha 17 anni quando incontra per la prima volta un giovane carabiniere a cavallo, Giovanni Tagliarini, romano. Dopo tanti sguardi e qualche parola, le famiglie "accordano" il fidanzamento. Accade però che un tal Saverio Blandano si invaghisce della ragazza e decide di rapirla fmendo condannato per "violazione di domicilio" e "violenza carnale". Mimma fu costretta in seguito a dichiarare di non essere stata rapita, di aver accettato la fuitina che si sarebbe dovuta concludere con un matrimonio riparatore. E con l'addio al carabiniere Tagliarini, il suo vero amore.
La storia di un'Italia d'altri tempi. diventata un libro (La Mamma dei carabinieri, Navarra editore) e, questo spera l'autore, lo stesso Puleo, magari un film. Una storia che non poteva passare inosservata: «Manfredi, mio nipote, mi ha raccontato dell'affetto di Mimma, della sua vicinanza a mia cognata Agnese e della sua attenzione costante per i carabinieri della scorta», dice Rita Borsellino. sorella del magistrato assassinato, che spesso va a trovarlIa nella casa di riposo alla periferia della città dove da un paio di anni Mimma vive.

E lei, la signora Mimma, cosa dice?
Mostra l'angolo della sua stanza pieno di ricordi: dal modellino della gazzella dei carabinieri, alla fiamma dell'Arma che orna il berretto, ai bottoni della divisa che ha cucito su una sua giacca. Ha un desiderio: «Tornare a vivere nel mio appartamento. Qui mi sento un pd sola, anche se i carabinieri continuano a farmi visita. Non mi scordano mai». Sorride, chiama tutti «figlio mio» e non ha perso piglio e schiettezza. Quando le chiedi l'età, risponde un po' piccata: «Ne ho 81, ma sulla carta d'identità hanno sbagliato, dandomi lO anni di più. Non importa, perché si vede bene che sono più giovane». 
 
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