La ricerca della realtà storica di Palermo - La Sicilia
Dicono di noi - Sconosciuti&dimenticati

Libri. Lino Buscemi ha pubblicato «Sconosciuti & Dimenticati», frutto di tre anni di collaborazione con La Sicilia 

La Sicilia - sabato 18 aprile 2009 

Raffinato studioso, attento osservatore delle vicende storiche palermitane, Lirio Buscemi, avvocato e giornalista pubblicista, ha dato alla luce "Sconosciuti & Dimenticati", Navarra Editore, frutto di tre anni di collaborazioni con il nostro quotidiano (1998/2001). Buscemi scandaglia la vecchia Palermo e si rivela un profondo indagatore della storia, delle mura, dei vicoli, delle chiese, dei complessi conventuali, dei Santi, dei palazzi. .. e dei "curtigghi".Lo scrittore denuncia il degrado,e lancia un grido agli amministratori affinché si affrettino a recuperare preziosi monumenti caduti nel dimenticatoio. Il libro, in un certo senso, possiamo definirlo un'indagine "per campione" che cerca di farci accostare il più possibile alla realtà storica di Palermo. In questa "esplorazione" di notizie saltano fuori i coccodrilli del Papireto, le "quattro camere" per i giochetti erotici di on Carlo d'Aragona, le multe salate per tenere pulita la città nel Settecento, l'alcova del vicerè Colonna, "luci rosse" a Porta Nuova. Addentriamoci nel racconto di quest'ultima gustosa vicenda. Scrive Lino Buscemi: «Il vicerè aveva una relazione extraconiugale con la stupenda Eufrosina Siracusa e Valdaura baronessa del Miserendino e moglie del nobile Calcerano Corbera. Don Marco Antonio Colonna, sebbene molto anziano, perdette la testa per la bella baronessa e nell'alcova di Porta Nuova consumò con ardore la non tanto segreta love story. Ben presto la tresca giunse alle orecchie del marito di Donna Eufrosina: Don Calcerano. Egli, accecato dalla gelosia e dalle corna, non lesinò minacce nei confronti del vicerè. A rincarare la dose provvide nche il suocero della baronessa, uomo di sangue caldo che appoggiò senza esitazione la 'causa' del figlio". Il resto del racconto nel volume "Sconosciuti& Dimenticati". Buscemi attraverso i suoi studi traccia una  "radiografia" e cerca di tenere in vita i ricordi. Sulla chiesa dei Macellai annota: «Non siamo al paradosso ma poco ci vuole. Sarà forse per via dell'attività esercitata dalla maestranza che la fece erigere, ma la storia della C/chiesa della Madonna della Grazia dei Macellai è costellata di una serie di disavventure, fino al punto che quel monumento sacro oggi risulta definitivamente, ci si perdoni l'irriverenza, 'macellato'. Pura coincidenza o destino ineluttabile? Provare a sciogliere l'enigma è operazione ardua ... ».Il percorso tracciato da Buscemi è veramente una cascata di racconti - ben settantotto - che si intrecciano. Il lettore viene guidato nei segreti di una grande Capitale, dove ogni singola pietra riesce a tramandare la storia. C'è la Palermo dello sfarzo e dalle eleganti architetture. E Buscemi: «Palermo ingegnosa. Palermo dalle mille risorse. Questa è stata ed è la nostra città».

V.P.

 
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