PALERMO RISCOPRE I TESORI DIMENTICATI : UN IMPEGNO CIVILE - IL CORRIERE DELLA SERA - 28.04.09
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Palermo riscopre i tesori dimenticati : un impegno civile

Corriere della Sera - Martedì 28 Aprile 2009

Spiccano spesso nei siciliani speculari sentimenti di odio e amore per il tormentato cuore della «Palermo felicissima», per l'antica città devastata da chi la condanna all'aggettivo «irredimibile», ma sempre più spesso salvata da chi continua a combattere contro il malaffare. Queste emozioni opposte sembrano tendere la corda civile che fa da ossatura all'ultimo libro di Lino Buscemi su Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo, come dice il sottotitolo «Sconosciuti & dimenticati» (Navarra Editore, pp. 158, € 14). Dal racconto di tanti aneddoti sulla «città perduta», per riprendere l'immagine di un altro grande storico palermitano, Rosario La Duca, emerge un impegno civile ben sottolineato in prefazione da Salvatore Butera, un economista non a caso presidente dell'associazione «Salvare Palermo»: «A guardar bene, sull'ironia e sui sarcasmi di Lino Buscemi, fa capolino sempre un amore disperato, direi quasi rabbioso per la sua terra». E lo sottolinea ponendo l'accento sui continui rimandi ai mali attuali, alle carenze, alla mafia, ai mafiosi e così via lungo una storia ricostruita fra piazze, scorci e vicoli dove Buscemi conduce il lettore da esperto Cicerone, regalandogli con un irresistibile humour anche caustiche ironie sugli amministratori della città. Prevale l'invito a indagare tra le maglie della memoria, a recuperare un patrimonio storico-artistico spesso dimenticato o maltrattato. D'altronde è lo stesso autore a considerare il testo «un disperato appello, richiesta d'aiuto e di salvezza per uscire da una condizione di totale abbandono perché uno dei più grandi centri storici d'Europa possa tornare a essere il cuore della Palermo felicissima». Salvare Palermo, quindi, per dirla con Butera. Ma cominciando da ognuno dei monumenti «sconosciuti&dimenticati», secondo un percorso che riserva piacevoli sorprese anche a chi pensa di conoscere bene la città. Come succede davanti a una celata «Madonna della Mazza», in una delle quinte della centralissima via Maqueda. E tanti non s'erano mai accorti di quella Madonna che brandisce nientedimenoché una mazza sul portone della chiesa. Ovviamente per Buscemi è la minaccia che grava su chi fa poco o niente per impedire il degrado e !'inquinamento di quell'angolo felicissimo.

Felice Cavallaro

 
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