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LA LIBERTA' DI SCRIVERE, IL BIANCO NATALE E LE RICETTE ANTIPIZZO - MEDEU.IT PDF Stampa E-mail
Dicono di noi - Io riesco a vederci il sole

GIROTONDANDO. INCURSIONI SETTIMANALI
La libertà d scrivere, il bianco natale e le ricette antipizzo


Leonardo Sciascia

Oggi si fatica a trovare chi, scrivendo, milita per le proprie opinioni: gli scrittori contemporanei sembrano usciti appena appena da un industria culturale, aderiscono ai proclami ma non si sporcano le mani.

Sciascia, al contrario, è stato un polemico, polemista e un provocatore allo scopo di svegliare dal torpore e dal conformismo, un intellettuale a tutto campo etico e politico in modo pulito. Solo in un paese balordo come il nostro si poteva scambiare la querelle sui professionisti dell'antimafia come un rifiuto della lotta alla mafia travisando la sua lezione sulla libertà e criticità, un invito a non fare dell'antimafia una moda parolaia e vuota. D'altronde la sua inorganicità al potere lo rendeva fatalmente un eretico, di certo egli difese un'idea altissima di giustizia ed oggi personalità come quelle di Sciascia e Pasolini sono impensabili: ‘Sarebbero inesorabilmente -qualcuno dice- emarginate e denigrate dal sistema dei media refrattario ed insensibile alla sapienza dei maestri, allo scandalo del dissenso’. Le trasformazioni culturali, economiche, politiche sono state strabilianti in questo ventennio e pur tuttavia l'attualità di Sciascia è,  ancora, evidentissima perché è un classico, nel senso più vivo e meno monumentale della parola. E un classico, sostiene Calvino, è sempre attuale.



Va in scena il razzismo a Natale

Da sempre, consideriamo il Natale come un momento di riflessione sulla condizione umana, con una certa ‘pietas’ per i meno fortunati, per quelli che non hanno niente da festeggiare. Pertanto ci rifiutiamo di immaginare la disperazione dei neri negli stessi giorni in cui i bianchi si spingono nei negozi per l'acquisto di cose inutili, mentre loro preparano i fagotti. Un tempo si diceva che la politica era uno strumento di elevazione, ora sembra diventata una battuta da ubriachi innalzata al rango di dibattito pubblico che anatema, scandalizza, terrorizza. Alle provocazioni si dovrebbe rispondere con le azioni e prendere a schiaffoni il sindaco di Coccaglio e le schiere di cialtroni che lo hanno messo li dove sta, che se soltanto mostrassero un minimo di buon senso gli farebbero trascorrere un Natale in bianco o lo manderebbero a caccia in Mato Grosso. Purtroppo, oggi, il discernimento è un vuoto a perdere e, allora ci cucchiamo le fanfaronate dei leghisti che vorrebbero sparare agli extracomunitari dopo averli travestiti da conigli, respingere i barconi a cannonate, prendere le impronte digitali dei piedi, portare i maiali a pisciare nei luoghi dove , presumibilmente, dovrebbero sorgere le moschee e altre bestialità altisonanti. Quasi fosse una gara, un bersaglio scagliato su quattro milioni di immigrati 



Io riesco a vederci il sole

Splendido ed augurale titolo di libro che venerdì è stato presentato a Palermo presso la Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità di Piazza Castelnuovo. Si tratta di un testo innovativo, capace di coniugare la dolcezza della cucina siciliana e al tempo stesso l'impegno civile per un futuro libero dal pizzo: ventitre  ricette inedite, che mischiano ingredienti tradizionali con sapori nuovi, accompagnate da suggestive fotografie e poesie d'ogni tempo, tutte firmate da Antonella Sgrillo affermata cuoca e socia fondatrice e dirigente dell'associazione antiracket Libero Futuro. L'editore Navarra così commenta :’A Palermo anche mangiare l'innocua panna cotta non è un fatto neutro,  non è la stessa cosa sedersi a tavola in un ristorante ‘messo a posto’ o in un altro che si oppone nettamente al pizzo'. I fatti gli danno ragione.


Odette Miceli
23/11/2009

 

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