COME SI MUOVE LA MONTAGNA - SU "NON CON UN LAMENTO" UNA RECENSIONE DI ONDAIBLEA.IT
Dicono di noi - Non con un lamento

Ricordi a fiumi, ricordi a fiotti. S’intitola Non con un lamento – Peppino Impastato, vertigini di memorie il secondo romanzo di Giorgio Di Vita, edito nel 2010 da Navarra Editore. E poche cose, in effetti, sono in grado di giocare con il tempo e con le certezze come sa fare la memoria. A volte ingannevole, elastica, altre volte affidabile oltre ogni auspicio. In questo mare da cui pescare eventi e incontri di trent’anni prima, delle estati siciliane trascorse a Cinisi e a Terrasini, ci si

tuffa passando per una scrittura piacevole, sinestetica e niente affatto banale. Illustratore Disney, l’autore conosce le sottigliezze della narrazione. Il libro ci permette di accedere alla vecchia sede di Radio Aut, oggi un bed&breakfast, e mentre noi scopriamo contemporaneamente com’erano prima i locali e come sono adesso, con l’indifferenza emotiva di chi non li ha vissuti né prima né ora, il protagonista esplora i cambiamenti durante una tempesta di confronti con il suo passato alla radio. Giorgio, romano di origini sicule, negli anni 70 giunge in Sicilia nelle vacanze estive e conduce Radio Aut insieme a Peppino e ai suoi compagni. Ricorda perfettamente l’arrivo dei giovani hippy dal nord Italia, che genera un acuto cianciare nella chiazza e per le stradine di Cinisi. Sa perfettamente di quando l’8 Maggio 1978 Giovanni Riccobono teme per Peppino, in seguito a voci più preoccupanti del solito. Così, si fa il possibile perché Peppino non resti mai solo. Finché non si separa dai suoi amici, deve andare a casa a salutare dei parenti arrivati dall’Amiereca, “Al massimo alle nove ci vediamo di nuovo alla radio” li saluta.

Le nove arrivano, lui no. Il giorno dopo Giorgio apprende la notizia dal Giornale Radio, riferita in modo sbrigativo solo dopo gli accurati servizi sull’omicidio Moro. Tutto si ferma intorno a lui per alcuni secondi, è costretto a fare qualche telefonata per poter credere a quanto le orecchie hanno sentito.

E poi la domanda, terrificante, che perseguita l’autore: tutto questo, oltre che le morti di altre vite esplose in aria, è servito davvero? Siamo certi che non sia stato solo un nuovo strumento per Cosa Nostra? Eppure, dopo Peppino molti hanno appreso il coraggio di denunciare a voce alta, di affrontare il tumore siciliano. Questo può sembrare poca cosa rispetto al dolore causato, ma non possiamo chiamarlo nulla.

Giorgio Di Vita parte capovolgendo un verso di Thomas S. Eliot, “Non con un’esplosione, ma con un lamento” e termina immaginando di rincontrare Peppino, in viaggio in treno con lui, dirgli: “L’hai capito com’è? La montagna si muove solo se siamo noi a muoverci”.

 

Lucia Grassiccia

 

 

www.ondaiblea.it

Come si muove la montagna

Non con un lamento – Peppino Impastato, vertigini di memorie

Lunedì 22 Novembre 2010 16:19 Lucia Grassiccia Recensioni - Libri, Riviste, Web
© Riproduzione Riservata (Condizioni)

 
* HOME - NORME PER L'INVIO DEI MANOSCRITTI - LAVORA CON NOI - DISTRIBUZIONE - NOTE LEGALI - CERCA *