NASCE WIKICRAZIA: VIVERE LA RETE, CAPIRLA E PROGETTARLA NON E' PIU' UN TABU'
Dicono di noi - Wikicrazia

“Wikicrazia è una visione entusiasmante di quello che le politiche pubbliche potrebbero diventare nell'era di Internet: la mobilitazione di una "intelligenza collettiva", attraverso la collaborazione creativa tra gli amministratori, le organizzazioni nonprofit, e soprattutto migliaia e migliaia di cittadini motivati a inventare, attuare e sorvegliare gli effetti dei nuovi schemi di interazione – abilitati dalla tecnologia – che possono rendere le nostre vite più produttive, importanti e socialmente responsabili; e la nostra società più aperta e coesa”. 

 

David Lane è docente di Economia all’Università di Modena e Reggio Emilia e coautore del libro “Complexity Perspectives in Innovation and Social Change”.

 

“La forza delle tesi di Alberto Cottica riguardo all’avvenire delle politiche pubbliche deriva dalla sua credibilità personale di innovatore realistico e possibilista che, mentre studia il cambiamento nell’agire dell’amministrazione pubblica, lo mette in pratica. Lavorare con lui, come io faccio da circa tre anni, significa esporsi in modo continuativo al virus del cambiamento nelle politiche pubbliche, somministrandosi una specie di percorso di formazione personalizzato on the job”.

Tito Bianchi è economista. Lavora per il Ministero dello Sviluppo economico.


“Scritto in uno stile godibilissimo, che dimostra che la burocrazia può effettivamente parlare con voce umana, Wikicrazia ha il grande merito di demistificare cosa significhi “fare governo”. Grazie alla sua esperienza personale al Ministero di Sviluppo Economico, Alberto ci conduce nella stanza dei bottoni, ci fa toccare con mano quali siano i dilemmi e i problemi strutturali che le politiche pubbliche incontrano nelle diverse fasi che vanno dalla progettazione all’attuazione pratica. A differenza di altri, però, Alberto non si ferma alla pars destruens: le proposte concrete per superare l’attuale impasse sono chiaramente articolate e basate su esperienze vissute in prima persona”.

Giulio Quaggiotto è Senior Programme Officer alla Banca Mondiale, a Washington D.C.


“Non conosco un solo Alberto Cottica, ne conosco almeno tre o quattro. Sia chiaro, non sto parlando di schizofrenia o di sdoppiamento della personalità, anzi. E’ che di Alberto Cottica ce ne sono veramente parecchi, solo che sono la stessa persona. Potreste aver conosciuto l’energico fisarmonicista che negli anni novanta scaldava piazze e palazzetti con i Modena City Ramblers oppure potreste averlo visto negli States con la sua band Etno-Techno negli anni duemila. Magari lo avete incrociato nei corridoi del Ministero dello Sviluppo Economico dove è riuscito a convincere funzionari e burocrazie a puntare sulla creatività e l’innovazione. O forse avete conosciuto il brillante economista che non si perde un convegno sulle nuove forme della democrazia. Io ho la fortuna di averli conosciuti tutti, è per questo che so che il libro che avete tra le mani lo ha scritto uno, ma, statene certi, lo hanno pensato in tanti. Solo che sono sempre la stessa persona”.

Filippo Solibello è autore e conduttore radiofonico e televisivo. Lavora alla RAI di Milano.


“Ciò che mi colpisce di Alberto è che unisce capacità di astrazione e di realizzazione. Sa teorizzare, leggere la realtà, capire come il government 2.0 tocca le radici profonde della nostra società. E agisce di conseguenza, come ha fatto con Kublai: un modo nuovo di pensare le politiche pubbliche incentrate su creatività e meritocrazia. In Kublai come in Wikicrazia, Alberto sa guidare utilizzando al meglio l'intelligenza di tante persone. Questo libro è infatti non un compendio, ma una metafora del government 2.0. Lo spirito 2.0 non è una fuga dalle responsabilità, sostituendo l'autore con il crowdsourcing. Alberto ha prima di tutto scritto il libro, e solo dopo lo ha aperto all'input di tutti, per poi leggersi tutti i commenti e agire di conseguenza. Allo stesso modo, government 2.0 non significa che la pubblica amministrazione abbandoni il proprio ruolo ed esternalizzi le proprie funzioni. Al contrario, deve farsi carico interamente delle proprie responsabilità, ma deve aprirsi e  abilitare contributi e intelligenze esterni. Non sarà facile, ma è necessario”.

David Osimo è esperto di e-government e fondatore di Tech4i2, a Bruxelles.


“Alberto Cottica solleva delle questioni che non hanno una risposta univoca. Ci sono delle isole di creatività e di efficienza anche all’interno delle vecchie e recalcitranti istituzioni… ma c’è anche di più. Le nuove tecnologie possono ad esempio offrire ai cittadini uno spazio di azione pubblica non istituzionale? Non stanno forse le reti virtuali eliminando il sospetto tra i cittadini, raggiungendo la sostanza di uno scopo, di un obiettivo da perseguire insieme?
Certamente, liberare la creatività è la sola speranza per riconquistare una visione del futuro. Ma può la moltiplicazione di iniziative in rete, che circonda le istituzioni di un dinamismo illimitato, influenzare la loro evoluzione fino al punto da portarle a coincidere con il bisogno di fiducia, di immediatezza, di espressione e di ascolto che i cittadini avvertono oggi?”.
Gilda Farrell è Head of Division, Social Cohesion Research and Development al Consiglio d’Europa, a Strasburgo.

 

 

Navarra Editore

Categoria: Saggistica
Anno: 2010
Pagine: 232
Prezzo: 15,00 € (+ 2 euro spese di spedizione + 2 euro contrassegno)
ISBN: 978-88-95756-35-6

 
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