CARTOLINE DAL PASSATO - REPUBBLICA
Dicono di noi - Se penso a un giorno

Sembra di assistere a un sofisticato Intervallo Rai, un monografico dedicato a luoghi, mestieri e situazioni siciliane. È come se un'amica avesse deciso di mandare venti cartoline dal passato dell'Isola e fosse stata capace di ritrarre, con la grafia inclinata del corsivo, il tempo e il suo trasformare le cose. Potrebbe essere un almanacco o un vademecum di saggezze e abilità. Tutto questo evoca la raccolta di racconti che Loredana Sarcone, alla sua prima prova letteraria, "Se penso a un giorno. La Sicilia danza con la memoria". Racconti brevi e diretti, con una sapiente attenzione linguistica. Il dialetto siciliano è usato con acribia per connotare situazioni specifiche o per dare nome e suono a oggetti, professioni, cibi e gesti che oggi non esistono più. Protagoniste le generazioni di parole che, in ogni racconto, raccordano le distanze e «la vita di ieri si accompagna alla vita di oggi». Il narratore è una terza persona che racconta come guardando da lontano, senza per questo risultare fredda, ma anzi lasciando alle trame e ai personaggi la possibilità di essere incisivi e di interloquire direttamente con il lettore. Non c'è mai il compiacimento per certa sicilitudine, piuttosto l'ignoranza viene smascherata e le tradizioni bigotte incise con il bisturi e indagate con professionale attitudine a scovare il gene marcio. Emerge la volontà di dare dignità quasi accademica al sapere popolare, che arriva alla concretezza del risultato senza passare per le arzigogolate strade della teoria. Quello di cui si sarebbe potuto fare a meno sono le spiegazioni messe al fondo di alcuni racconti, denotano poca fiducia nel lettore. -

di ELEONORA LOMBARDO

CARTOLINE DAL PASSATO

Repubblica — 19 settembre 2010 pagina 16 sezione: PALERMO

 
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