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"DANLENUAR" DI GIACOMO GUARNERI: LA TRAGEDIA DI MARCINELLE NEL ROMANZO VINCITORE DEL CONCORSO PDF Stampa E-mail
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1956. Il giorno dopo la catastrofe mineraria di Marcinelle, in Belgio, Genoveffa riceve la visita ufficiale di re Baldovino. Vorrebbe condividere con il sovrano la propria vicenda: sette anni di corrispondenza con il marito Antonio, intrappolato per sempre a oltre mille metri sottoterra. Ma Baldovino porge i propri saluti e si congeda. Sola con i propri ricordi, Genoveffa ripercorre le tappe di una vicenda d’amore, di guerra e di migrazione.
Giacomo Guarneri ha integrato memorie familiari e riflessioni sul presente, testimonianze orali e scrittura creativa. Dopo avere focalizzato la propria attenzione sull’esodo che seguì il Protocollo di Roma a partire dal 1946 – il cosiddetto accordo “minatore-carbone”, per cui il governo s’impegnò a inviare operai italiani al lavoro sotterraneo in Belgio in cambio di un prezzo di favore nell’acquisto del carbone – e dopo avere intervistato gli ex-zolfatai dell’entroterra siculo e i superstiti abruzzesi della catastrophe di Marcinelle, Guarneri ha realizzato Danlenuàr, non tanto per ricostruire la vicenda storica da cui il dramma epistolare si sviluppa, quanto per coglierne l’universalità dei significati.
Danlenuàr è l’incontro con il diverso, la paura, il fascino del viaggio e del non conosciuto, il dolore della lontananza e della perdita, le condizioni di insicurezza sul lavoro, la dignità umana scalfita, le morti bianche di ieri e di oggi.


Giacomo Guarneri è attore e autore per il teatro.
A Palermo si laurea in Lettere Moderne con una tesi dal titolo Lo schermo antico delle parole – La performance del racconto, rielaborazione di un percorso pratico e teorico nell'ambito del teatro, e in particolare del teatro-narrazione, che gli ha permesso negli anni di incontrare maestri come Ascanio Celestini, Mimmo Cuticchio, Davide Enia, Dario Fo. Se il suo narrare si avvale dunque di certi criteri tolti alle forme dell'oralità e della scrittura scenica, è innanzitutto alla pratica sui palcoscenici d'Italia e d'Europa che egli fa risalire la propria formazione di attore, grazie soprattutto alla sua esperienza in uno spettacolo come Vita mia di Emma Dante. A Parigi conosce le opere del Nouveau Realisme e da allora si dedica alla pratica del collage d'immagini e di parole. Nel 2007 fonda l'associazione culturale “La pentola nera”. Scrive, produce, dirige e interpreta il dramma epistolare Danlenuàr (Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia 2008 – Premio all'Autore) di cui questo romanzo rappresenta la variazione e lo sviluppo in forma letteraria.

Navarra Editore

Categoria: Narrativa - Romanzo epistolare

Anno: 2009

Pagine: 72

Prezzo: 10,00 €

ISBN: 978-88-95756-25-7

 




Secondo classificato: Randazzo Francesco – Tu non lo sai da dove vengo
Terzo classificato: Panzica Marco – Il ponte sette archi


 

 
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