| L'ABITO NON FA IL MONACO - Cionfoli Cosimo Ivan |
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| Giri di parole 2010 - Incipit - Incipit - Racconti | |||
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L'abito non fa il monaco
Luce nella divina casa a me e quanti la vedano. Chiudendo quel portone separiamo la realtà dalla speranza. Luce anche sul mio corpo, luce forse per riscaldare quest’anima nera mia. Mosaici di vetro illuminati dall’entusiasmo di un sole che non capisco ma tollero, come forse lui tollera me. Tanti colori, un’unica voce; si dirige al cielo, si espande a sinistra e destra, ritorna su in cielo, su… su… su… e forma una croce ottenuta coi suoni. E guardami pure, o essere soprannaturale, guardami bene ora; dimmi cosa sono giacché il nome che ho è uno sgradevole regalo per questo mio spirito, originalmente siberiano. Il tuo silenzio, il mio caos; quanto amore tra loro…, quanto vuoto tra me e te. Non importa nulla, perché il mio mondo non conta per te, per voi. Voci voci e voci che ti parlano in un armonico sottofondo. Sfigurano la sacralità i passi d’un monaco, appena quanto il dubbio dinanzi alle sacre rivelazioni; ma il mio udito vuol sapere quanto quel ch’è fuori parli di quel ch’è dentro. Un cappuccio per ripararsi dalla pioggia che non c’è, un saio per non rinnegare quel che giurò bramando e in ginocchio con gli occhi pieni di gioia, quando quel giorno gridò al cielo: ”SI! LO VOGLIO!” tante e tante volte davanti a un crocifisso. Cosimo Ivan Cionfoli
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