|
CHILOMETRI
Non avrei dovuto lasciare le tue mani. Le tue piccole mani fredde. Hai fatto finta di niente. Le hai sfregate l'una sull'altra per mantenere il mio calore e ci hai soffiato sopra. “Non essere sciocco , Massimo . E' una grande occasione . Devi andare.” Devi andare. Anche mia nonna disse cosi' il giorno in cui arrivo' l'assistente sociale : l'ennesima segnalazione per il comportamento poco responsabile dei miei genitori, entrambi tossicodipendenti. Avevo quasi cinque anni , pochi per comprendere tutto , abbastanza per capire che qualcosa di grave e definitivo stava accadendo. Entrai in istituto una sera di giugno , dopo un gelato enorme. Sara' per questo che non amo i gelati. Me lo offri' lo psicologo : anche lui come i tanti che mi circondavano , metteva in pratica la teoria imparata sui libri , gli anni d'esperienza sul campo ... Peccato che , quasi sempre , ciò' non basti. Per giorni non parlai . Poi inizio' un non amichevole compromesso con il mio destino. Fu allora che comincia a mettere chilometri fra me e il mondo. E il mondo erano gli altri. Ti conobbi molti anni dopo , Elena . Ricorderai che anche allora era una sera di giugno : il supermercato stava per chiudere e tu non arrivavi all'ultimo scaffale per prendere i biscotti che avevi scelto. Lo feci io per te, istintivamente . Quando mi hai ringraziato , mi colpirono subito i tuoi occhi . Scuri , profondi , pieni. Forse ci riconobbi i miei e in qualcosa che non ho mai ben identificato , richiamavi alla mente il ricordo che avevo di mia madre ...I capelli lunghi e scuri, la magrezza per te semplice fattore costituzionale, per lei sintomo della malattia. Avevi un meraviglioso sorriso . A lei mancavano alcuni denti. Eppure era bellissima. Come te . Ringrazio quella scatola di biscotti e il destino che si gioco' questa carta … Nulla per me , fu più' la stessa cosa da quel momento in poi. E so' che vale anche per te. Ti chiederai perché' torni con la memoria a questi fatti che , in parte già' conosci , ma lasciami fare, ti prego : sarà' l'ultima volta. Non fui poi cosi' sfortunato : l'affetto non mancava anche se in condivisione con troppi altri e io lasciai abbastanza presto la casa famiglia per iniziare l'avventura dell' affido. I miei genitori , nel frattempo , erano entrati , per amore mio ( me lo ripeterono talmente tante volte da convincermi) in una struttura per disintossicarsi. Non ce la fecero .
Parlare di loro e' qualcosa che mi fa male ancora oggi e non si tratta solo di perdono o comprensione che tardano a venire. Sono distanze emozionali incolmabili. Sono i famosi chilometri. Paolo , il mio “neo” padre , si accorse del mio amore per la scrittura . Fu un caso ? E chi può' dirlo . Mi aiuto' , mi incoraggio'. Sicuramente una salvezza per il ragazzino scontroso e introverso che ero... Scrivere era il mio solo modo di comunicare , l'unico rapporto con chi mi circondava. Ho avuto caparbietà' e la fortuna di diventare giornalista . Ho messo un confine dignitoso e legittimo fra me e gli altri. “Presuntuoso” , mi hai detto una volta. E' stato quando ti raccontai quanto mi sentissi diverso , disinteressato all'umanita' con cui colloquiavo solo attraverso le pagine del giornale per il quale scrivevo. La penna era l' unica amante : la adagiavo sui fogli, letto di amplessi che mi consentivano un distacco , una separazione rassegnata dal resto del mondo. Chilometri d'inchiostro , Elena. Poi un approdo inaspettato . Tu . Odore , essenza stessa dell'esistenza. Le tue piccole mani. I tuoi anni che rincorrevo e non avrei mai raggiunto. Unico ponte fra me e il mondo. Sei stata armistizio . Una pacificazione. E allora ho cominciato a scrivere storie d'amore. Lasciai le tue mani, la sera che arrivo' quella lettera . Inviato in Afghanistan. Mesi prima avrei fatto salti di gioia , ma tu non c'eri ancora. “Non partire .” avrei voluto sentirti dire “ Non posso stare senza di te. Io ti amo” Quelle tre parole sempre sottintese e mai pronunciate. Stizzito , sono andato via senza salutarti . Non volevo andare.Avevo tutto. Ma tu mi spingevi lontano : sarebbe stato un lungo periodo. Non ti ho piu' cercata e sono partito. Ancora chilometri. Fra me e te , questa volta.
Laura Luzzi
|
Commenti
M'incuriosisce sapere come andrà a finire.
Veronica