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Navarra Editore
L'EDITORIA ALTERNATIVA SICILIANA ALL'ASK 191 - POUT POURRI

POUT POURRI - LUGLIO 2009           www.potpourrimensile.com

Flavio Vicari traccia un ritratto degli editori indipendenti siciliani. Scarica il mensile in formato pdf

 
La Navarra Editore tra i partner del SiciliAmbiente Film Festival

A breve il via alla la prima edizione del Festival SicilAmbiente – Documentary Film festival – che si svolgerà a San Vito Lo Capo (Trapani) dal 20 al 24 luglio. Lo scopo del festival è di promuovere e diffondere il cinema documentario d’autore a tema ambientale e favorire il confronto tra i registi. Il festival è organizzato e promosso dalla Demetra produzioni SNC con il contributo del Comune di San Vito Lo Capo, della Provincia di Trapani, della Regione Sicilia e di numerosi sponsor rigorosamente in linea con i principi dell'iniziativa, tra cui proprio la nostra casa editrice.

Il festival si pone l’obiettivo di divenire nell’arco di pochi anni, parte del prestigioso circuito internazionale dei festival sull’ambiente denominato Environmental Film Festival Network a cui aderiscono molte realtà internazionali.

 
IN USCITA SOTTOTRACCIA 4

E siamo arrivati al Numero 4! L'avventura continua...

Anche in questo nuovo numero, come sempre tantissimi e interessantissimi gli argomenti trattati e le esperienze raccontatate.

Tra tutti segnaliamo:

Nella sezione "Teoricamente", La Sicilianità come identità multipla di Francesco Sinatra

Nella sezione "Lavoro Socialemnte Utili", Minori vittime di tratta e sfruttamento sessuale di Marco Caporale e Se il gioco d'azzardo diventa patologia di Mauro Croce e Francesca Picone

Nella sezione "VivaVoce", Prigionieri in cucina di Davide D'Arcamo

Nella sezione "Brain Drain", l'intervista esclusiva a Kossi, rifugiato politico del Togo, a cura di Donatella Pellegrino.

E ancora...

 
PALERMO RISCOPRE I TESORI DIMENTICATI : UN IMPEGNO CIVILE - IL CORRIERE DELLA SERA - 28.04.09

Luoghi e Personaggi

Palermo riscopre i tesori dimenticati : un impegno civile

Corriere della Sera - Martedì 28 Aprile 2009

Spiccano spesso nei siciliani speculari sentimenti di odio e amore per il tormentato cuore della «Palermo felicissima», per l'antica città devastata da chi la condanna all'aggettivo «irredimibile», ma sempre più spesso salvata da chi continua a combattere contro il malaffare. Queste emozioni opposte sembrano tendere la corda civile che fa da ossatura all'ultimo libro di Lino Buscemi su Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo, come dice il sottotitolo «Sconosciuti & dimenticati» (Navarra Editore, pp. 158, € 14). Dal racconto di tanti aneddoti sulla «città perduta», per riprendere l'immagine di un altro grande storico palermitano, Rosario La Duca, emerge un impegno civile ben sottolineato in prefazione da Salvatore Butera, un economista non a caso presidente dell'associazione «Salvare Palermo»: «A guardar bene, sull'ironia e sui sarcasmi di Lino Buscemi, fa capolino sempre un amore disperato, direi quasi rabbioso per la sua terra». E lo sottolinea ponendo l'accento sui continui rimandi ai mali attuali, alle carenze, alla mafia, ai mafiosi e così via lungo una storia ricostruita fra piazze, scorci e vicoli dove Buscemi conduce il lettore da esperto Cicerone, regalandogli con un irresistibile humour anche caustiche ironie sugli amministratori della città. Prevale l'invito a indagare tra le maglie della memoria, a recuperare un patrimonio storico-artistico spesso dimenticato o maltrattato. D'altronde è lo stesso autore a considerare il testo «un disperato appello, richiesta d'aiuto e di salvezza per uscire da una condizione di totale abbandono perché uno dei più grandi centri storici d'Europa possa tornare a essere il cuore della Palermo felicissima». Salvare Palermo, quindi, per dirla con Butera. Ma cominciando da ognuno dei monumenti «sconosciuti&dimenticati», secondo un percorso che riserva piacevoli sorprese anche a chi pensa di conoscere bene la città. Come succede davanti a una celata «Madonna della Mazza», in una delle quinte della centralissima via Maqueda. E tanti non s'erano mai accorti di quella Madonna che brandisce nientedimenoché una mazza sul portone della chiesa. Ovviamente per Buscemi è la minaccia che grava su chi fa poco o niente per impedire il degrado e !'inquinamento di quell'angolo felicissimo.

Felice Cavallaro

 
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