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Navarra Editore
COME SI MUOVE LA MONTAGNA - SU "NON CON UN LAMENTO" UNA RECENSIONE DI ONDAIBLEA.IT

Ricordi a fiumi, ricordi a fiotti. S’intitola Non con un lamento – Peppino Impastato, vertigini di memorie il secondo romanzo di Giorgio Di Vita, edito nel 2010 da Navarra Editore. E poche cose, in effetti, sono in grado di giocare con il tempo e con le certezze come sa fare la memoria. A volte ingannevole, elastica, altre volte affidabile oltre ogni auspicio. In questo mare da cui pescare eventi e incontri di trent’anni prima, delle estati siciliane trascorse a Cinisi e a Terrasini, ci si

 
IL LIBRO? LO LEGGI E PAGHI SOLO SE TIPIACE - I LOVE SICILIA SU "MARINEIDE"

Vedersi recapitare a casa un libro fresco d'uscita senza sborsare un solo euro e pagare solo se si è soddisfatti dell'opera?
È possibile. Parola di Ottavio Navarra che, con la sua casa editrice, la Navarra Editore, a metà settembre ha lanciato un'iniziativa a dir poco singolare: "Abbiamo pubblicato Pax et bonum, nuovo episodio della serie Marineide, un giallo divertentissimo e con tratti di forte originalità, nato dalla penna di Ioan Viborg, che meriterebbe un bel successo scrive

 
CARTOLINE DAL PASSATO - REPUBBLICA

Sembra di assistere a un sofisticato Intervallo Rai, un monografico dedicato a luoghi, mestieri e situazioni siciliane. È come se un'amica avesse deciso di mandare venti cartoline dal passato dell'Isola e fosse stata capace di ritrarre, con la grafia inclinata del corsivo, il tempo e il suo trasformare le cose. Potrebbe essere un almanacco o un vademecum di saggezze e abilità. Tutto questo evoca la raccolta di racconti che Loredana Sarcone, alla sua prima prova letteraria, "Se penso a un giorno. La Sicilia danza con la memoria". Racconti brevi e

 
DAL CONCORSO GIRI DI PAROLE 2010 NASCONO I TESTI "PIMMICELLA E LA COMUNITA' " E " IO SONO GLI ALTRI" : PREMIATI IN ANTEPRIMA VENERDI' 22 OTTOBRE A PALERMO

"Pimmicella e la comunità" e "Io sono gli altri. Microstorie di incontri" sono i due testi nati dall'edizione 2010 del concorso Giri di Parole. Entrambi indagano il tema dell'alterità e dei rapporti umani con stili e approcci originali: "Pimmicella e la comunità" di Francesca Picone è il romanzo vincitore del concorso, mentre "Io e gli altri" è l'antologia che raccoglie i 15 testi premiati per la sezione racconti. Entrambi verranno premiati e presentati in anteprima assoluta Venerdì 22 ottobre all'Atelier Nuovo Montevergini di Palermo all'interno della manifestazione "A Palermo tre anni dopo..."

 
WIKICRAZIA DI ALBERTO COTTICA, IL WEB 2.0 APPLICATO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - PANORAMA.IT

Oggi parliamo di un libro scritto da due persone diverse: la prima è un musicista, ha solcato i palchi di tutta Italia imbracciando la fisarmonica dei primi Modena City Ramblers e continua a girare il mondo con i Fiamma Fumana; la seconda è un economista, è project manager del Dipartimento politiche dello sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico e lotta per una “economia il cui motore principale sia l’intelligenza umana”. Entrambe le persone rispondono al nome di Alberto Cottica, e dalla fusione di queste due anime nascono un concetto e un libro di prossima pubblicazione: Wikicrazia (232 pagine, Navarra Editore).

 
L'ESORDIO NARRATIVO DELL'ISPETTORE MARINEO TRA RISATE, PALLE DI VETRO E "TENERUMI" - PUPIDIZUCCARO.IT

Un piccolo libro gustosissimo ed esilarante. Di quelli che ti metti a ridere da solo e gli altri ti guardano strano. Ovviamente succede sempre in metro, o sul bus. Parliamo di “Marineide – epopea semiseria dell’ispettore Marineo dal bronzeo viso”, il primo della serie dell’ispettore Marineo, pubblicato nell’autunno 2009 dall’editore Navarra. Un giocattolino narrativo che, nonostante le tante pecche, funziona alla grande. Onesto, senza pretese, senza ambizioni letterarie. Raggiunge in pieno il suo obiettivo: diverte. Già, il primo libro dell’ispettore Marineo diverte. E parecchio. L’autore – chiunque esso sia – ci sa fare. Inanella, scena dopo scena, un affresco minimalista e (soprattutto) comico. Freddure a raffica, brillanti scambi di battute, situazioni esilaranti, scherzi, lazzi e prese in giro. Leggi e ridi. Per questo il libro funziona.

 
SABATO 9 OTTOBRE A MARSALA - MAI PIU' L'OMBRA DI UN SORRISO: IN UN LIBRO VERITA' LA TRAGICA STORIA DELLE TRE BAMBINE ASSASSINATE A MARSALA

Sabato 9 ottobre alle ore 17.30 a Marsala alle Cantine Pellegrino, verrà presentato il libro di Nino Ienna "Mai più con un sorriso": un viaggio senza ritorno nella storia della cronaca nera che ha coinvolto il nostro Paese negli anni '70. Perno della narrazione è l'assassinio di tre bambine, Antonella Valenti, Ninfa e Virginia Marchese, verificatosi nella città di Marsala nel 1971. Un terribile massacro per il quale venne condannato quale unico responsabile dei delitti, con l'accusa di rapimento, triplice omicidio, vilipendio e occultazione di cadaveri, Michele Vinci, ma su cui grava ancora un arcano irrisolto. 

 
DUE CHIACCHIERE CON ALBERTO COTTICA: WIKICRAZIA - WIRED.IT


Fra gli appuntamenti di Coffee&Books, il corner dedicato ai libri della Social Media Week, abbiamo pescato la presentazione di Wikicrazia: un progetto di Alberto Cottica - musicista, economista ed esperto di reti sociali.

Il volume, in uscita in questi giorni per i tipi Navarra, è nelle intenzioni stesse dell'autore un "libro di frontiera", e tratta di come si possa intervenire attivamente nella pubblica amministrazione tramite le tecniche e l'etica del web 2.0: per un concetto di cittadinanza diverso, informato, ed efficace sul territorio. Insomma, una batteria di idee per creare intelligenza collettiva.

Alberto, come nasce Wikicrazia?
Il libro è il risultato di una lunga serie di riflessioni su come la rete possa insegnare molto alla politica locale e all'amministrazione del territorio. Concetti tipici dell'etica hacker - trasparenza, aiuto reciproco, libertà - sono tutti elementi che possono fare assai bene alle "politiche" prima ancora che alla "politica". Dalla segnalazione diretta di un problema di fianco a casa (una rotonda costruita male, ad esempio) a forme di discussione più raffinate.

Durante la presentazione parlavi della tua esperienza come musicista e del fatto che a un certo punto ti sei accorto che la musica e l'aggregazione tramite l'arte non bastavano. In che senso?
Ho fatto il musicista per anni, principalmente nei Modena City Ramblers - di cui sono membro fondatore. Bellissimo, fantastico, ma a un certo punto ho capito che la gente ai concerti aveva un processo simile alle confessioni in chiesa: vai lì, ti lavi dei peccati, ti senti partecipe, poi torni a casa e non cambia nulla nel concreto.
Nel 1996 abbiamo fatto un concerto in piazza San Giovanni. Abbiamo suonato "Bella ciao". Siamo finiti dappertutto a livello di mass media, e la sensazione era: Cavolo, abbiamo domato la bestia. Ma nonostante questo sentirsi dalla parte dei bottoni, non cambiava nulla. E lì ho cominciato a sentire che l'idea del leader carismatico del rock aveva qualcosa che non funzionava.

Il web, invece...
Il web crea una comunità parificata dove tutti possono davvero fare qualcosa. Poi sai, io sono un early user. Ho una mail dal 1992, quando il web non esisteva ancora: e per certi versi quella dimensione raccolta, controculturale e di esperti la rimpiango un po'. Era una fase - Rheingold ne parla bene - dove la selezione era molto trasparente. Cioè, se riuscivi ad arrivare online eri quasi sempre una persona con cui valeva la pena parlare. Chiaro che il web di massa è del tutto diverso: ma se sai usare i filtri social, in ogni caso le cose funzionano bene.

Ad esempio - per tornare al punto - nella partecipazione pubblica.
Esatto. Guarda, a me non preoccupa che ci sia molta gente che non capisce. Perché se questa gente è connessa con altra gente che invece ne sa, il sistema migliora automaticamente. Esempio: il sindaco di Pescocavolo, per dire, fa una cosa fighissima e questa comincia a circolare. Finisce su Wired, viene ribaltata da diecimila social network, e arriva alle orecchie del sindaco di Pescobroccolo che dice: Be', ma perché io no? Anche perché se "lui no", il candidato dell'opposizione gli farà notare la mancanza - sulla scorta di tutte quelle informazioni, disponibili a chiunque. Quindi c'è una spinta comune al miglioramento. Le forme di coordinazione dal basso, la consapevolezza del cittadino, la diffusione della conoscenza, sono un modello che vincerà. Anche perché non possiamo permetterci di farlo fallire.

Mi interessa molto l'esperimento di pubblicare online le prime bozze del tuo libro, come se fosse una sorta di open source cui contribuire, ed eventualmente da ricreare.
Sì, a giugno di quest'anno ho caricato sul blog questa prima bozza. Per l'editore era già pubblicabile, ma io volevo di più: e ho ottenuto di più, perché il beneficio dei commenti è stato incredibile. Centosettanta commenti da circa quaranta persone, che mi hanno dato una ricchezza e una profondità che altrimenti non avrei mai avuto. Qualitativamente il libro è cresciuto tantissimo - e questa è la cosa splendida della condivisione. Dopotutto, come dice Shirky, "nobody's smarter than everybody".

E non hai mai avuto il timore che qualcuno, come dire, ti fregasse il lavoro e arrivasse prima di te?
No. Onestamente, no. Innanzitutto non sono il primo - pensate solo a Wikinomics di Don Tapscott - e poi perché non è affatto importante pensare di arrivare per primo. È molto più importante che le idee circolino.

 

Due chiacchiere con Alberto Cottica: Wikicrazia
Di Giorgio Fontana |23 settembre 2010 |Categorie: Cultura

 
NASCE WIKICRAZIA: VIVERE LA RETE, CAPIRLA E PROGETTARLA NON E' PIU' UN TABU'

“Wikicrazia è una visione entusiasmante di quello che le politiche pubbliche potrebbero diventare nell'era di Internet: la mobilitazione di una "intelligenza collettiva", attraverso la collaborazione creativa tra gli amministratori, le organizzazioni nonprofit, e soprattutto migliaia e migliaia di cittadini motivati a inventare, attuare e sorvegliare gli effetti dei nuovi schemi di interazione – abilitati dalla tecnologia – che possono rendere le nostre vite più produttive, importanti e socialmente responsabili; e la nostra società più aperta e coesa”. 

 
PEPPINO E... - La Repubblica

PEPPINO Impastato se n'è andato il 9 maggio 1978 Non con un lamento, come recita il titolo del libro che gli dedica il romano Giorgio Di Vita. È un viaggio nella cronistoria di quel giovane che ha immolato la sua vita in nome dei sacri principi di giustizia e libertà. È un viaggio oscillante fra spazio e tempo, un'attonita raccolta di testimonianze, in primis quella dell'autore, per ricostruire la militanza antimafiosa della giovane vittima di Cinisi. Di Vita racconta l

 
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