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Navarra Editore
La mamma dei carabinieri, dal libro alla fiction - Cult aprile 2009

Da libro di successo a fiction televisiva. E' il percorso che sta seguendo "La mamma dei carabinieri", libro di Alessio puleo (nella foto in basso) edito da Navarra. Carabiniere in congedo, Puleo, 27 anni, attore, regista e scrittore di Cinisi, in provincia di palermo, ha lasciato l'Arma qualche anno fa per dedicarsi ai progetti teatrali e letterari. Tra questi anche il libro "La mamma dei carabinieri", una storia vera che racconta del periodo in cui puleo svolgeva servizio di vigilanza ai familiari del giudice Polo Borsellino. Era il 2001 quando ha conosciuto Domenica Lupo (detta Mimma), un'anziana donna di 92 anni che vive di fronte l'abitazione del giudice e che è amica di tutta la famiglia Borsellino.

 
LA CITTA' NASCOSTA. I segreti di Palermo tra luoghi e memoria - Repubblica ed. Palermo

Un libro di Lino Buscemi fa rivivere storie, angoli e monumenti scomparsi
••• di GABRIELLO MONTEMAGNO

Repubblica ed. Palermo domenica 12 Aprile 2009

«CORTIGIANA ormai terribilmente decaduta» scriveva di Palermo a metà degli anni Settanta Pierre Thomas,di quella Palermo che era stata «donzella dal petto ricolmo» secondo il poeta arabo 'Ibn Hawqal che parlava delle sue «ville di dèlizie». Ed è una cortigiana che va perdendo a una a una le perle della sua sontuosa collana. Quantevolte i palermitani più sensibili hanno lamentato e denunciato queste gravi perdite: a cominciare da Luigi Natoli a finire al compianto Rosario La Duca. Oggi il nostalgico, ma giusto e legittimo, lamento lo rinnova Lino Buscemi con un volume appena uscito per i tipi di Navarra Editore, intitolato "Sconosciuti e dimenticati - Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo" (146 pagine, 14 euro). Ma lo fa con una arguta ironia che rende leggera la lettura di questi suoi 78 articoli. Perché, infatti,di una raccolta di articoli si tratta, pubblicati fra il 1998 e il 2001 sul quotidiano "La Sicilia", nella rubrica settimanale "Palermo sconosciuta". E dell'approccio ironico di Buscemi parla anche Salvatore Butera nella prefazione,scrivendo che «ironico lo è e lo è con gusto e compiacimento». L'autore ci descrive una quantità di luoghi monumentali o storici della città di Palermo molti dei quali sconosciuti alla maggior parte dei cittadini, o colpevolmente dimenticati, o mal restaurati o in stato di abbandono. Così parlando della chiesa dei Quaranta Martiri alla Guilla, a due passi da piazza Beati paoli, dov'è custodita la statua di Maria Santissima dei Sette dolori, Buscemi si augura che non venga inflitto alla Vergine l'ottavo dolore, visto lo stato di abbandono della chiesa. Certo, quaranta martiri tutti in una volta destano una certa sensazione, ma diecimila?

 
Nuova uscita in libreria per la Navarra Editore: “Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo Sconosciuti & Dimenticati” di Lino Buscemi
Chi è l’autore dell’epigrafe del Teatro Massimo? Sapevate che in corso Pisani c’è una coppia di orologi, risalente al 1802, e destinata a indicare l’ora distintamente: uno ai sani e l’altro ai pazzi? E perché al Capo c’è una strada detta “via Scippateste”? Avreste mai immaginato che in una chiesa in via del Vespro è custodita una pietra che riporta l’impronta del piede di sant’Agata?

Queste e molte altre curiosità raccontate con lo stile accattivante di Lino Buscemi, che coglie l’occasione per indirizzare anche una generosa tiratina d’orecchi agli amministratori della città di Palermo.

Scheda Libro      Anteprima           Intervista all'autore

Esce oggi per la Navarra Editore il nuovo testo di Lino Buscemi, avvocato, giornalista pubblicista e osservatore attento della realtà siciliana, dal titolo “Sconosciuti&Dimenticati”: un testo curioso e originale, caratterizzato da un irresistibile humour e una profonda passione civica - entrambi tratti della frizzante personalità dell’autore – dedicato a monumenti, luoghi e personaggi, più o meno noti, della città di Palermo.

Dalla via scippateste, alla chiesa della Madonna della Mazza, dall’antica taverna di Pallavicino a Santa Maria delle Grazie, passando per via sedie volanti, dai monumenti più rappresentativi della città – il teatro Massimo, Porta Nuova, Palazzo dei Normanni – a ruderi di chiese e palazzi sconosciuti ai più: tra aneddotica ed arte, i brani di Sconosciuti & Dimenticati accompagnano i lettori in giro per la città e spaziano da episodi della storia di Palermo a racconti di quartiere che sfiorano il confine con la leggenda.

 
Storie di cantastorie su www.ilcantastorie.info

Il Cantastorie

 

Lina Vizzini - Storie di Cantastorie

Lina Vizzini è attrice ed autrice di testi teatrali.

Proprio partendo da queste sue esperienze e dall’idea di portare in scena “il dolore di una madre a cui ammazzano il figlio” si è accostata al mondo dei cantastorie.

Un mondo che aveva conosciuto fin da bambina, ascoltando i dischi con le voci dei cantastorie che raccontavano di tragici fatti.

Nel Lamento per la morte di Turiddu Carnevale, del grande poeta Ignazio Buttitta, ha trovato quel dolore di madre che poteva mettere a confronto con quello archetipo di Maria, madre di Cristo.

Ecco allora che le storie dei e di cantastorie, con il loro fascino e la loro concretezza, hanno spinto l’autrice sulle tracce e sui percorsi che hanno determinato, nel contesto siciliano, la figura di questi poeti popolari.

Un saggio colto, ma di facile lettura, che dalla Corte di Federico II attraversa le vicende storiche e culturali della Sicilia. Dai menestrelli ai cuntastorie, dai pupari ai cantastorie orbi fino ad arrivare a quelli contemporanei.

 
NOVE CANNIBALI PALERMITANI - Anteprima

NOVE CANNIBALI PALERMITANI

Un'antologia di brevi racconti li riunisce e li lancia nel panorama della più giovane letteratura italiana

 

Giorni fa Alain Elkan e Tullio De Mauro dialogavano amabilmente facendo il punto sullo stato della lingua italiana. Parametro, i vincitori degli u'ltimi premi Strega. Per questi signori salottieri e accademici,il dato di maggior pregio è la stabilizzazione di uno stile elegante e politicamnente corretto. In effetti,il politicamente corretto, meglio il letterariamente corretto, è una cifra linguistica anche tra i più giovani scrittori palermitani cui, al cimento della pazzia - della pazzità, come con felice neologismo ha titolo l'antologia cannibale curata da Masha Elena Sergio
per Navarra Editore - non corrisponde una altrettanto forte pazzità della scrittura. Peccato, non è facile farsene una ragione. Peccato perché quasi tutte le storie sono moderne e inquiete. Merito di Masha Elena Sergio avere creato una squadra di nove giocatori che pure nei ruoli diversi sono partecipi del comune obiettivo di liberarsi dei lagnosi stereotipi della letteratura siciliana. Impossibile in uno spazio breve raccontarne qualcuno o soffermarsi sui loro nomi (sono tutti più o meno esordienti e vanno letti con uguale curiosità). Solo un incipit, dunque,come invito alla lettura. L'autore scopritelo comprando il libro: "Angelo aveva le mascelle al posto delle ascelle. Pareva disegnato male...".

di Francesco Gambaro  - Anteprima Febbraio 2009

 
Lodato e Camilleri conversano su Ricordi di Rosa di Gianni Parisi - L'Unità

Lo chef consiglia di Andrea Camilleri e Saverio Lodato

su Unita.it 30.03.09

Le più belle storie d'amore del Novecento le hanno scritte comunisti

 

Camilleri, il comunista che scrive storie d’amore è una mosca bianca o, visti i tempi, è prevedibile la nascita di un nuovo autentico filone? Glielo chiedo perché è appena uscito “Ricordi di Rosa e di come la storia ne attraversò la vita” (Navarra editore) che è, ma non solo, una struggente storia d’amore. A scriverlo è Gianni Parisi, palermitano, che negli anni 70, mentre alla guida del Pci c’era Enrico Berlinguer, fu segretario della Federazione di Palermo e poi segretario regionale del PCI; per tre volte parlamentare siciliano. Fra i tanti che lo conoscono, non è stata poca la sorpresa.


Mi scusi, caro Lodato, ma non ho ancora letto il libro di Gianni Parisi e non appartengo alla categoria di persone che dissertano su un libro senza averlo letto, o avendo appena dato un’occhiata al risvolto di copertina. Però mi meraviglio che Lei si meravigli del fatto che un comunista abbia scritto una struggente storia d’amore. Forse Lei continua a credere, seguendo l’alto insegnamento berlusconiano, che i comunisti erano, e sono - perché a Dio piacendo ancora qualcuno ce n’è -, quegli esseri feroci, crudeli, disumani, che a pranzo e a cena si nutrivano di bambini? O vuole semplicemente prendermi in giro? Comunque le dirò che le più belle poesie d’amore di tutta la letteratura del novecento, le hanno scritte tre comunisti, due dei quali hanno patito l’esilio e la galera per le loro idee: Nazim Hikmet, Pablo Neruda e Paul Eluard. E in quanto ai romanzi, Le dirò che non tutti nella stessa Urss seguivano i dettami del realismo socialista. Guardi, tanto per fare un esempio, “Il dottor Zivago”. Non è un romanzo d’amore? In patria, Pasternak venne duramente attaccato , la circolazione del suo libro non fu consentita, ma, checché se ne dica, il romanzo non può essere spacciato per anticomunista. Come la mettiamo?
 
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