Fiamme d'argento - Ricordando la signora Mimma Lupo
Dicono di noi - La mamma dei Carabinieri
LEGGI LA STORIA DE LA MAMMA DEI CARABINIERI MIMMA LUPO RACCONTATA DIRETTAMENTE DALL'AUTORE A FIAMME D'ARGENTO

 


La signora Mimma (Domenica Lupo) è un punto di riferimento per i giovani carabinieri che sono di guardia alla vedova Borsellino. Spesso lontani dagli affetti dei familiari, hanno trovato in lei una “mamma” adottiva che li accudisce. Mimma conosce bene la signora Borsellino, di cui è stata donna di compagnia dopo il doloroso assassinio del marito.

L'affetto sincero dell'anziana donna per i giovani carabinieri ha radici che affondano nel suo passato. Mimma ha diciassette anni quando incontra per la prima volta il giovane che segnerà il suo animo per tutta la vita. All'inizio è uno scambio di sguardi con un carabiniere a cavallo, in una Sicilia del primo dopoguerra dove il pretendente deve dichiarare le proprie intenzioni ai genitori della donna da cui è attratto, sperando di ottenere il permesso di frequentarla. Così avviene tra Mimma ed il Carabiniere Giovanni Tagliarini, che riesce finalmente a parlarle dopo averla protetta, una sera, da un gruppo di malintenzionati. Il fidanzamento viene accordato dalle famiglie dei due giovani (i genitori di Giovanni sono romani) con la cura di mantenere una certa discrezione sulla vicenda, per evitare che “la gente parli”. Lo spettatore si trova di fronte ad un affascinante spaccato della realtà sociale degli anni '30, dove i ritmi di vita non sono frenetici e le botteghe artigiane sono un importante fonte di lavoro ma anche luogo di incontro e punto di riferimento per la gente comune. Giovanni e Mimma sono liberi di frequentarsi, ma soltanto in presenza dei familiari.

 

Il desiderio di intimità e la passione li portano tuttavia ad incontri segreti, dove finalmente le labbra possono toccarsi ed i corpi avvicinarsi. La loro storia va avanti per due intensi anni, ma tale idillio viene d'improvviso spezzato. Un giorno uno dei prepotenti della zona, un certo Saverio Blandano, si reca a casa di Mimma per trattare con il nonno l'acquisto di un cavallo. Mimma vive con i nonni dall'età di 15 anni quando, morta sua madre, il padre fuggì via con un'altra donna, abbandonando lei e le sue sorelle. Da allora Domenica considera il nonno, Tano Lupo, che ha deciso di “adottarla” e crescerla insieme alle sorelle, come il suo vero padre.

Mimma apre la porta a Saverio, ignara che quel fortuito incontro le avrebbe stravolto per sempre la vita. Il giovane, stregato dalla sua bellezza, decide che quella donna deve essere sua con ogni mezzo. Dopo essere venuto a conoscenza del fidanzamento tra Domenica e Giovanni, Saverio giunge alla conclusione che c'è un solo modo per averla. Mimma è andata a prendere l'acqua alla fontana del quartiere quando, all'improvviso, scendono da una carrozza due individui che la trascinano all'interno, tappandole la bocca per non farla gridare. La portano a casa della mamma di Saverio, ma lei riesce a non farsi sedurre. Il suo fidanzato si appella alla legge e dopo tre giorni i carabinieri arrestano Saverio Blandino. Al processo viene condannato a sei anni di carcere per “violenza carnale” e “violazione di domicilio”. I familiari di Mimma invece, secondo una vecchia tradizione ormai superata dai tempi, vogliono mettere a tacere le voci che si sono sparse in giro facendole sposare colui che l'ha rapita ...

La giovane cerca di convincere la sua famiglia che tra lei e il rapitore non c'è stato nulla, che è rimasta seduta su una sedia per tutto il tempo. Ripete tra le lacrime che è pura, che non c'è niente da riparare, ma ormai è difficile tornare indietro. Mimma viene rinchiusa in un collegio, dove resta lontana da tutti nel periodo che Saverio deve trascorre in carcere. L'unico contatto che le rimane è quello con la madre superiora e con l'avvocato difensore, che tentano di persuaderla a cambiare la versione dei fatti in modo da discolpare Saverio e mettere fine alla vicenda sposandolo.

A loro avviso è l'unica strada possibile: la gente è convinta che lei non è più “pura” e di conseguenza il matrimonio con un altro uomo non sarebbe opportuno. Arriva infine il giorno dell'udienza. Mimma è seduta accanto al giudice, di fronte ha Saverio, dall'altro lato si trova il fidanzato carabiniere. Quando arriva il suo turno è talmente nervosa da non riuscire neanche a pronunziare la formula del giuramento, fa una lunga pausa e da un'occhiata al pubblico che assiste alla causa. Dopo un ultimo sguardo rivolto a Giovanni, confessa con le lacrime agli occhi quella finta verità che le è stata imposta: “( ...) Non mi ha rapita! Sono salita sulla carrozza di mia spontanea volontà!”.

La condanna di Saverio viene ridotta da sei anni a sei mesi di carcere, altrettanti ne farà lei in collegio. Al momento della sua uscita, l'abito nuziale è già pronto e il prete prenotato alla cattedrale, rimane solo qualche carta da firmare. Alcuni giorni dopo il Giovanni Taglierini prende il treno per recarsi a Roma, dove si è appena fatto trasferire. Mimma, venuta a conoscenza della notizia attraverso un amico del carabiniere, si reca di nascosto alla stazione ma il treno è appena partito, riesce solo a intravedere Giovanni da lontano. Saverio Blandino le da due figli, di cui uno muore in tenera età. Dopo tanti anni di matrimonio, anche il marito-padrone muore. E’ un momento di gran dolore per Mimma, nonostante il passato pieno di violenze, subite perché Saverio temeva che le intenzioni della donna fossero sempre quelle di scappare a Roma dal suo carabiniere. Da quel momento Domenica dedica le sue attenzioni ed il suo affetto ai giovani carabinieri di guardia a casa Borsellino, che considera tutti come figli propri. Segue da vicino le loro vicende, lo sgomento e la paura che si legge nei loro occhi dopo l'omicidio del giudice Paolo Borsellino. Si avvicina anche alla moglie del giudice dedicandole assistenza nei momenti del dolore più profondo. L'Arma dei Carabinieri l'ha affettuosamente ribattezza “la mamma dei carabinieri “ e lei si trova a suo agio in questo nuovo ruolo; rivede nei giovani in servizio l'immagine di Giovanni, quella figura imponente in divisa e mantello da tutti rispettata che ha sempre conservato un posto privilegiato nei suoi ricordi. Un giorno, mentre stende il bucato al balcone, Mimma scorge da lontano la minuscola sagoma di un uomo che le si avvicina. Quando ormai quella figura è a pochi passi da lei, si materializza un'immagine che ormai non sperava più di vedere: é il carabiniere Giovanni Tagliarini (divenuto poi maresciallo), qualche chilo in più, il volto segnato dalle rughe e niente mantello. Le dice di aver vissuto mezzo secolo con la sua fotografia sul comodino; le racconta di non essersi mai sposato e che l'unica donna con cui si era legato - ma solo con una parte del suo cuore - se n'era andata via, oppressa da quell'immagine di ragazza in bianco e nero che finalmente ora è riuscito a ritrovare . 

 

 

 

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