| DA DOMENICA 18 DICEMBRE A CASTELBUONO LA MOSTRA "LE RUGHE SULLA FRONTIERA" |
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Domenica 18 dicembre in occasione dell'inaugurazione della mostra "Le rughe sulla frontiera. Lampedusa:restiamo umani!" al Museo Civico di Castelbuono verrà presentato alle ore 18.00 il testo omonimo curato da Gianpiero Caldarella. L'evento rientra nel progetto “Onde” attraverso cui il Museo Civico di Castelbuono dedica il Natale, e l’incipit di un nuovo anno, al tema dell’immigrazione. La mostra sarà visitabile sino all' 8 gennaio. E lo fa proponendo l’incontro di due progetti artistici compiuti - "Le rughe sulla frontiera. Lampedusa: restiamo umani!" e "Gli zii di Sicilia" - che hanno già trovato altrove i loro momenti espositivi, in un dialogo complementare tra foto e illustrazione; volti, miserie, fantasia. Le onde, vettori e cimitero dell’emigrazione, raggiungono Castelbuono, portandosi dietro le storie e le testimonianze di un Mediterraneo sfaldato, rivoluzionato solo politicamente, che aumenta le distanze tra i popoli che lo abitano, tra gli zii di Sicilia. Le due mostre "Le rughe sulla frontiera. Lampedusa: restiamo umani!" e "Gli zii di Sicilia" saranno visitabili dal 18 dicembre 2011 all' 8 gennaio 2012 al Museo Civico di Castelbuono - Castello comunale dei Ventimiglia, Piazza Castello - Castelbuono (PA). www.museocivico.eu - ticket: 0921 671211 - info: 0921 677126 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
LE RUGHE SULLA FRONTIERA. LAMPEDUSA: RESTIAMO UMANI! Una fronte e una frontiera hanno qualcosa in comune? “Front”, tanto per cominciare, quella Gianpiero Caldarella è un giornalista e autore satirico siciliano. Ha fondato e diretto il mensile di satira Pizzino – premiato nel 2006 a Forte dei Marmi come migliore pubblicazione satirica italiana – e il settimanale Emme, con Sergio Staino. Nel 2007 ha ricevuto il premio Montanelli giovani, e nel 2011 il Premio Livio Zanetti. Fra le sue ultime pubblicazioni, il libro ispirato dalla mostra “Le rughe sulla frontiera / Lampedusa: restiamo umani!” e “Sdisonorata società”, entrambe per Navarra Editore.
GLI ZII DI SICILIA
Giuseppe Fiasconaro nasce a Palermo nel 1983. Compie gli studi classici e si dedica alla fotografia amatorialmente, cominciando a stampare in camera oscura. Abbandona gli studi di Lettere moderne e si trasferisce a Roma dove si iscrive ad un corso professionale di fotografia. Oggi vive e lavora a Roma, dove collabora con diversi studi, redazioni e agenzie fotografiche.
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radice che si porta appresso, giù in basso, una fluttuante idea di verticalità che fa a cazzotti con la dimensione orizzontale della frontiera. La frontiera, come la fronte, non è una linea che permette di stare o al di qua o al di là. Quelle linee sono le rughe che scavano la fronte, o i muri e le recinzioni che si innalzano sulla terra, violandola, come una corona di spine poggiata sulla frontiera. Alle volte le frontiere non si attraversano, si vivono, magari tutta la vita, come accade a molti lampedusani, sperando magari un giorno di vederle crollare sotto il peso della storia, come fu per il muro di Berlino.
ll lavoro prende il titolo dall’omonima opera di Leonardo Sciascia e al contempo vuol rendere esplicito il rapporto, storicamente e geneticamente “familiare”, tra i popoli mediterranei. Emigranti a Lampedusa, chi inseguendo un’illusione, chi una convinzione, chi per salvare una vita (pur affrontando un viaggio che la mette profondamente a rischio). L’idea di una terra promessa o sognata, dove poter ricominciare a vivere, si infrange in una terra semplicemente “di passaggio” da cui ricomincia un altro calvario: il punto di arrivo si svela punto per una nuova partenza. In questa parentesi il loro sguardo ci incontra, raccontandoci la storia di ognuno, non così distante dalla nostra.