"LA GUERRA DELL'ARTE" MOSTRA FOTOGRAFICA E DOCUMENTALE SULLA II GUERRA MONDIALE A PALERMO | INAUGURAZIONE 21 DICEMBRE ORE 17:30 CONVENTO DELLA REAL MAGIONE
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Giovedì 21 dicembre a Palermo alle ore 17:30 verrà inaugurata al Monastero della Real Magione, in piazza Magione, la mostra fotografica e documentale “La Guerra dell’Arte” promossa dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali e della Identità Siciliana e dal Servizio di Soprintendenza e organizzata dall’Associazione Mediterraniae con la collaborazione tecnica di Navarra Editore. Un progetto dal forte valore storico-artistico che esporrà per la prima volta foto d’epoca, reperti e documenti inerenti il patrimonio artistico monumentale della città di Palermo danneggiato o distrutto dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale e i successivi interventi di restauro della Soprintendenza che hanno salvato la memoria della città.

All’inaugurazione interverranno il Dirigente Generale dei BB.CC. e I.S. dott.ssa Maria Elena Volpes, il Soprintendente Dott. Sergio Gelardi, l’Architetto della Sezione per i beni architettonici della Soprintendenza Lina Bellanca e il Presidente dell’Associazione Mediterraniae dott. Attilio Albergoni, curatore della mostra. L’esposizione rimarrà visitabile fino al 28 febbraio.


La città subì, dal 23 giugno 1940 e sino all’agosto 1943, circa un centinaio di bombardamenti da parte di tutte le nazioni interessate al conflitto, inclusi gli stessi italiani e tedeschi l’ultimo mese di guerra in Sicilia. Tra i luoghi più danneggiati ricordiamo la Regia Biblioteca Nazionale, oggi Centrale Reg.le “Alberto Bombace”, l’Oratorio di San Lorenzo che conteneva la Natività del Caravaggio, la Basilica della Real Magione – dove ha sede la stessa esposizione -, la Porta Felice, la Basilica di San Francesco d’Assisi, la Fontana Pretoria del Camilliani.
«“La Guerra dell’Arte” e non “L’arte della guerra” del cinese Sun Tzu – racconta il curatore dott. Attilio Albergoni - stigmatizza come le nostre opere d’arte dovettero combattere quotidianamente per poter sopravvivere e giungere sino a noi nel 2017. Le fotografie esposte provengono da vari archivi esteri e nazionali ma sembrano immagini scattate da un solo uomo, quasi che la guerra a Palermo fosse stata vissuta da un essere soltanto. Sofferenze di umani e di monumenti ci conducono in quel crocevia di destini e speranze, deluse, che fu il dopoguerra. Un momento “forte” in cui le vicende quotidiane della nostra comunità andarono a intrecciarsi con la grande Storia, divenendone parte e testimonianza più autentica.»

La mostra “LA GUERRA DELL’ARTE” copre un arco temporale dal 1940 al 1947 circa, ed é divisa in quattro sezioni comprendenti fotografie d’epoca, documenti originali (anche antecedenti al 1940), disegni di restauro della Soprintendenza, e oggetti di uso quotidiano e documenti civili della collezione privata dell’Associazione Mediterraniae
- La prima sezione tratta dei lavori di messa in sicurezza e protezione antiaerea delle opere d’arte cittadine, prima e nel corso della guerra.
- La seconda sezione i monumenti cittadini danneggiati e/o distrutti dai bombardamenti aerei Alleati e le foto aeree dei bombardamenti.
- La terza sezione esamina la ricostruzione e il restauro dei monumenti, avvenuto grazie anche agli immediati contributi americani dell’AMGOT dal 1943.
- La quarta sezione focalizza oggetti e documenti della vita sociale e militare in quegli anni, molto duri e particolari.

«Il percorso espositivo ha come protagonisti piccoli frammenti di storia, di una storia salvata grazie all'intervento di risoluti Soprintendenti quali Guiotto, Valenti, Scuderi. – dichiara il Dirigente Generale dei BB.CC. e I.S. dott.ssa Maria Elena Volpes - La mostra che oggi presentiamo racconta dell'attività di restauro condotta dal 1943 in poi con solerzia e amore per l'arte dal Soprintendente Mario Guiotto e dal capitano Mason Hammond, professore ad Harvard e responsabile della Sub Commission AMGOT Fine Arts and Monuments che in seguito includerà anche la parola Archives. Qui, in una Palermo ricchissima di gioielli artistici, essi lavorarono tra le macerie e con una disponibilità economica da parte americana molto limitata, ma utile a mettere in sicurezza i monumenti. E i restauri non hanno riguardato soltanto le opere murarie ma anche preziosi, quadri, affreschi, opere lignee, vasellame, libri.»

«La morte e la desolazione che seguì alle incursioni aeree Alleate sopratutto quelle del maggio 1943, lasciò Palermo in uno stato di completo disfacimento che le immagini e i documenti esposti possono soltanto lontanamente restituire. – ricorda il Soprintendente dott. Sergio Gelardi - L’angoscia, il dolore, il terrore provati dai cittadini palermitani, quelli non potranno mai essere compresi se non vissuti sulla propria pelle e i racconti raccapriccianti di quegli anni si intersecano con le storie a lieto fine che fortunatamente non furono poche e diedero una speranza nel futuro. È giusto, quindi, ricordare e far conoscere a chi non ne ha contezza, cosa avvenne allora e come avvenne, perché quegli anni sono ormai diventati parte integrante della storia di tante famiglie ma sopratutto della nostra storia e le stratificazioni di questo passato sono ben visibili in alcune stanze del Monastero.»

 
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