SABATO 19 GIUGNO A CATANIA - IL VALZER PER UN AMORE DI GIUSEPPE SCUDERI
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Annexia, in collaborazione con Navarra editore, presenta: il recital "Valzer per un amore" di Giuseppe Scuderi sulle musiche di Fabrizio De Andrè, che si terrà sabato 19 giugno a Catania presso il circolo Arci Annexia, in viale Africa 31/G. Un viaggio nella parola scritta del giovane scrittore catanese, Giuseppe Scuderi, il quale darà voce al suo racconto "Valzer per un amore", accompagnato dai musicisti Salvo Seminatore (chitarra e voce), Francesco Ruggieri (basso) e Francesco Calabrese (batteria) che eseguiranno brani tratti dal repertorio di Fabrizio De Andrè. VALZER PER UN AMORE è il racconto breve di Giuseppe Scuderi – già autore del romanzo SOPRAVVISSUTI A UNA NOTTE DI GHIACCIO, vincitore del Premio Gesualdo Bufalino 2009 – pubblicato, per Navarra Editore, nell’antologia “PARTO VIENI VIA CON ME” del concorso letterario GIRI DI PAROLE 2009 sul tema: “Il viaggio”. È il viaggio come imprevisto desiderio di un altrove a registrare presenze e assenze dell’io, a svelare quel territorio di confine esistenziale e morale delle relazioni umane che è il tradimento. Tradimento che diviene passaggio, consegna all’altro, che restituisce noi stessi alle nostre vite e ai nostri affetti irrimediabilmente diversi, cambiati, come accade ai protagonisti del racconto.

VALZER PER UN AMORE è anche un dichiarato omaggio alle suggestioni e alle atmosfere di una nota canzone di Fabrizio de Andrè che riprende il tema musicale del Valzer Campestre del compositore siciliano Gino Marinuzzi, i versi di un sonetto del poeta francese cinquecentesco Pierre de Ronsard, e che figura nella raccolta del 1991 dal titolo, non a caso, “Il viaggio”.

Un omaggio a quella miniera letteraria che è l’universo poetico del cantautore genovese, che per una sera presterà le sue note e i suoi versi per evocare assonanze e condividere il viaggio personale di Giuseppe Scuderi.

Vi aspettiamo numerosi sabato 19 giugno dalle 21.30 da Annexia!
“Ricordavo un sacco di inutili dettagli, ma non avevo la benché minima idea del perché la nostra amicizia fosse poi finita.
Ero sicuro che lei, invece, lo ricordasse bene. Era esattamente il tipo di cose che conservava senza alcuno sforzo nella memoria. Il cuore delle cose. Sì, lo ricordava e aveva scelto di evitare l’argomento durante il viaggio. Ma forse c’era una ragione per tutto, pure per l’oblio.”

 
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