I "MEZZI CECATI" DI EMMA DANTE - CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Dicono di noi - Intervista a Emma Dante

I «mezzi cecati» di Emma Dante
Il nuovo spettacolo della regista palermitana parte da Napoli. Ecco «La trilogia degli occhiali»

NAPOLI - Ha un titolo ortesiano il nuovo spettacolo di Emma Dante, La trilogia degli occhiali che debutta in prima assoluta martedì al teatro San Ferdinando (alle 21). Spettacolo uno e trino: si tratta infatti di un trittico di atti unici con un unico fil rouge: «I protagonisti - dice la drammaturga - sono tutti 'mezzi cecati'».
La regista palermitana e napoletana «d'azione teatrale» conferma il suo personale ponte sullo stretto, costruito soprattutto su un pilastro che è il suo rapporto longevo con il Mercadante. Dopo Medea nel 2004 e Le pulle nel 2009, infatti, il Teatro Stabile di Napoli consolida con La trilogia degli occhiali la collaborazione con Emma Dante e produce lo spettacolo insieme con la Compagnia Sud Costa Occidentale di Palermo, Crt di Milano e Théâtre du Rond-Poin di Parigi.

Emma Dante, i mezzi cecati della nuova trilogia


«LE LENTI PER DIFENDERSI DAL MONDO» - Gli occhiali come filtro per il mondo sono la metafora che accomuna i tre racconti scenici: «I protagonisti dello spettacolo sono tutte creature – dice la regista - che usano gli occhiali per difendersi dal mondo e per guardarlo come meglio credono. Ognuno di loro, infatti, incarna un aspetto di quel mondo che rifiuta e non vuole vedere». Le scene sono della stessa Emma Dante (che firma anche i costumi) e Carmine Maringola; le luci di Cristina Fresia.

INCONTRI CON EMMA E GLI ALTRI - Non solo spettacolo: Emma Dante con la sua compagnia parteciperà ad una serie di incontri. Si parte martedì 1 febbraio alle 17, al San Ferdinando, presentazione del libro edito da Liguori, «Anticorpi» a cura di Luisa Cavaliere. Venerdì 4 febbraio, alle 18, alla Fnac di via Luca Giordano, presentazione del volume (Rizzoli) de La trilogia degli occhiali. Sabato 5 febbraio alle 17.30 alla Libreria Evaluna in piazza Bellini, presentazione del libro-intervista a Emma Dante di Titti De Simone, Navarra Editore. Info 081.5524214. Biglietteria: 081.441532 e www. teatrostabilebnapoli.it. Orario spettacoli: feriali alle 21; mercoledì e domenica alle 18.00; lunedì riposo.

«ACQUASANTA»: STORIA DI UN MOZZO - Acquasanta (con Carmine Maringola, durata: 50’) racconta la storia di un mozzo. «Un uomo si ancora sul palcoscenico, a prua di una nave immaginaria. Sta» dice Emma Dante e continua: «Esperto nel manovrare gli ingranaggi che muovono la simulazione della nave, ‘o Spicchiato si salva dalla finta burrasca che mette in scena per rievocare i ricordi della sua vita di mozzo. È imbarcato dall’età di 15 anni e da allora non scende dalla nave. Non crede alla terraferma, per lui è ‘n’illusione. Sopra la sua testa pende il tempo del ricordo: una trentina di contaminati ticchettìano inesorabili. Poi suonano e tutto tace. Il mare smette di respirare e ‘o Spicchiato rivive l’abbandono. Un giorno la nave salpa senza di lui, lasciandolo solo e povero sul molo di un paese straniero: la terraferma...».

NICOLA HA GLI OCCHI APERTI MA NON VEDE - Il secondo capitolo dura 40 minuti e s'intitola «Il castello della Zisa». In scena Claudia Benassi, Stéphanie Taillandier, Onofrio Zummo. La storia: «Nicola - racconta la regista palermitana - ha gli occhi aperti ma non vede. Vive in un istituto assistito da due donne. La giovane e quella più anziana, tra una preghiera e l’altra lo puliscono, lo sfamano, lo rimproverano e lo stimolano con alcuni giocattoli, lanciandogli palle, palline e hula hoop. In uno stato catatonico, Nicola sta seduto su una piccola sedia, da quando, bambino, fu strappato alla zia nel quartiere popolare della Zisa dove viveva davanti a un favoloso castello. In quel castello è rinchiusa la sua infanzia, la sua spensieratezza, dalla mattina alla sera davanti alla finestra se ne stava a contare i diavoli appollaiati sul tetto.

STORIA D'AMORE CON BAULI - Il terzo capitolo s'intitola «Ballarini» e dura 50 minuti. In scena Elena Borgogni e Sabino Civilleri. È una singolare storia d'amore: «In una stanza, una vecchia donna è china su un baule aperto. Si alza con in mano una spina elettrica e una presa; non appena le collega sopra la sua testa si accende il firmamento. Da un altro baule appare un uomo vecchio che la guarda e le sorride amoroso. Lui si avvicina a lei. Lei l’aiuta a indossare la giacca di un abito da cerimonia che prende dal baule. Ballano. Lui con la testa poggiata sulla spalla di lei. Lei aggrappata alla giacca di lui. Si baciano. Lui la tocca. Lei si fa toccare. Lui le strofina la coscia con una gamba. Lei gli tiene la gamba per non fargli perdere l’equilibrio. Lui si sbottona la giacca e poi la patta dei pantaloni...».

FINO AL 6 FEBBRAIO - Lo spettacolo resterà al teatro di Eduardo fino al 6 febbraio e da qui partirà anche la tournée internazionale: prima tappa il Festival di Liège in Francia, poi Milano (dal 15 febbraio al 5 marzo al Teatro dell’Arte) e Roma (dal 9 al 27 marzo al Palladium), toccherà fino a maggio, tra le altre, le città di Vicenza, Cagliari, Genova, Venezia, Buti, Taranto, Torino, Asti, Noto, Rouen.

Natascia Festa

24 gennaio 2011

Tratto da Corriere del Mezzogiorno.it

 
* HOME - NORME PER L'INVIO DEI MANOSCRITTI - LAVORA CON NOI - DISTRIBUZIONE - NOTE LEGALI - CERCA *