PALERMO AL TEMPO DELLA CRISI E PROCESSI DI RESISTENZA - SICILIA ON LINE
Dicono di noi - Luoghi d'artificio

23 Febbraio 2011 | 14:00 |    CULTURA
Palermo al tempo della crisi e processi di resistenza

In anteprima esclusiva giovedì 24 febbraio dalle 18,00 al Laboratorio Zetalab di Palermo, verrà presentato Luoghi d’artificio. Narrazioni della metropoli al tempo della crisi, a cura di Salvatore Cavaleri, Giovanni Di Benedetto e Enzo Macaluso.

Ultima pubblicazione della Navarra Editore nella collana Officine. Alla presentazione, insieme ai curatori, interverranno Sergio Troisi, Giuseppe Burgio e Nino Termotto. Luoghi d’artificio è un’esperienza attiva di scrittura ed elaborazione collettiva, un montaggio esplosivo in cui ogni singolo articolo è il risultato di un dibattito ragionato e critico.

L’esigenza di un racconto plurale, situato, che raccoglie e accoglie un disagio comune, quello di rompere con gli stereotipi più diffusi della siciliatitudine e dell’essere palermitani. Narrazioni che traducono registri stilistici differenti, un crocevia di molteplici discipline che fanno dell’intersezione fra spunti e riflessioni settoriali il proprio specifico. Oltre a quelli dei curatori, nel testo sono presenti i saggi di Marco Assennato, Matteo Di Gesù, Marcello Faletra, Vito Bianco e Claudio Collovà.

Il libro nasce dal lavoro di kom-pa, un web magazine fondato a Palermo nel 2008, che raccoglie contributi trasversali sulle trasformazioni e i conflitti in atto, a livello globale e locale. Negli anni è diventato un punto di riferimento per i dibattiti sul cambiamento della dimensione urbana e sull'incidenza della crisi economica nel Mezzogiorno.

”Il nostro intento è stato - spiegano i curatori - quello di smontare gli artifici attraverso altri artifici. Se il discorso pubblico, politico e mediatico, è sempre più segnato dalla corsa alla semplificazione e alla stimolazione degli istinti più bassi, noi abbiamo invece voluto proporre una possibile interpretazione di fenomeni locali e globali mettendo in gioco elementi di complessità che ci permettessero di uscire dalle retoriche e dai luoghi comuni più frequenti, soprattutto quelli sull'immutabilità della storia e sull'irredimibilità dei popoli”.

 

23 febbraio 2011

Tratto da Sicilia On Line

 
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