Free press, Marsala c'è Librino pure
Dicono di noi - Navarra Editore e dintorni

C'è un quotidiano gratuito in Sicilia, un “free press” come si usa chiamarli oggi, ed è scritto e stampato nella quinta città siciliana: Marsala. Nota in tutto il mondo, ma esclusivamente per il vino, Città di 80mila abitanti e un'antica aspirazione a diventare capoluogo di provincia (oggi con sede nella più piccola Trapani),Marsala, è oggi una delle realtà culturalmente più “vive” della Sicilia, ed un esempio virtuoso da seguire per via del rilancio turistico di cui è protagonista. Ma ci sono stati anni difficili, con una grande crisi del settore vinicolo, e questa rinascita forse non era prevedibile.Ma è stata costruita bene. Nato al centro del periodo buio, da 5 anni esiste questo quotidiano gratuito, il primo fatto in Sicilia e che va a gonfie vele: si chiama Marsala C'è.

Per comprenderne i “segreti del successo” riporto le parole dell'editore Ottavio Navarra, ideatore del giornale, incontrato ad inizio Aprile qui a Catania: “Cinque anni fa ho fatto la scelta, che allora fu ritenuta folle, di fare un giornale quotidiano in una città media siciliana, un giornale fra l'altro gratuito, con l'obiettivo di farlo leggere alle persone che un giornale in mano non lo prendevano mai perché un euro è già troppo, perché il linguaggio dei giornali è difficile, e fare un giornale che facesse informazione libera. “Quella follia dopo cinque anni è diventata una realtà solida. Il giornale continua a vivere, è diventato un giornale di tutta la città, e ha fatto crescere tanti ragazzi anche professionalizzandoli. ”. Qual'è il segreto allora? Tanta buona volontà, concretezza e lungimiranza. 

Marsala C'è innanzitutto non fa sprechi. Somiglia  molto al giornale che state leggendo, ma è in bianco e nero. Stesso formato, ma un solo foglio. 4 pagine piene di informazioni “brevi” per 2500 copie di tiratura, copia stampe e compensi ai giornalisti pagati interamente dalla pubblicità, guadagnandoci il giusto. Possono sembrare poche, ma in un mese sono 75 mila copie, una cifra potenzialmente sufficiente per arrivare ad ogni singolo marsalese almeno una volta. E poi i freepress sono i quotidiani del futuro (non lo dico io, ma il mercato nazionale che li vede assoluti protagonisti sia a Roma che a Milano), le persone oggi hanno tanti modi per informarsi, radio tv e soprattutto internet. Quello di cui c'è bisogno è una informazione veloce, che contenga in maniera rapida tutto quel che c'è da sapere sulla propria città, da trovare la mattina appena svegli magari sull'autobus o al bar. Lungimiranza: lo hanno capito 5 anni fa prima degli altri, ed hanno avuto ragione.

“Sono convinto che le frontiere su cui bisogna lavorare in Sicilia siano la Cultura e l'informazione, perché in questi due campi l'assenza dei principi fondamentali di democrazia è assolutamente palese. Laddove non c'è informazione non c'è libertà, laddove non c'è cultura non c'è possibilità di riscatto.” Il riscatto della città di Marsala passa anche da queste scommesse, tanto che daMarsala C'è è nata l'editrice Navarra, che oggi conta un catalogo di oltre 20 libri e una sede regionale a Palermo. “Dopo il quotidiano abbiamo aperto il settore dei libri, poi il settore degli eventi culturali, abbiamo costruito una filiera editoriale, piccola, di resistenza, senza andare a

fare anticamere da nessuno. Ma scommettendoci sul fatto che anche la cultura e l'informazione devono esistere perché ci sono lettori a cui piace quello che fai. In Sicilia si scrive moltissimo, e si stampa anche moltissimo,ma si legge pochissimo. Molti libri sono stampati pagati dagli stessi autori, molti editori sono fasulli, non c'è un circuito distributivo adeguato, spesso i libri sono venduti soltanto agli enti che li acquistano, per cui si fa un libro che poi non legge nessuno. Noi abbiamo detto “scommettiamo sul fatto di fare una casa editrice che fa libri pensando che questi possano interessare ed essere letti da qualcuno.”

Insieme a Ottavio Navarra all'inizio di Aprile ho conosciuto uno dei giovani giornalisti di Marsala C'è, Renato Polizzi, ora diventato uno scrittore di successo con il libro “Totomorfosi” e proprietario anche di una “agenzia di organizzazione eventi”. Il suo libro parla della società siciliana, dove è difficile farsi strada con le proprie forze perché ci si scontra contro un “sistema di potere” dove comanda la logica del favore, con spintarelle e raccomandazioni elargite agli amici e ai conoscenti, lasciando fuori chi merita. Tutto tristemente famoso, soprattutto qui alla periferia sud di Catania, dove la disoccupazione arriva al 50% e i politici ci elemosinano di piccoli contentini spacciandoli per grandi concessioni. Meglio seguire l'esempio di un ragazzo normale come Renato Polizzi e scommettere sulle proprie capacità. Del resto c'è un' analogia suggestiva fra Marsala e Librino, fra la cittadina di 80mila abitanti, e la “città satellite” di 80 mila abitanti. Certo Librino somiglia più alla Marsala di 5 anni fa. Sarebbe il caso che anche qui qualcuno fondasse un freepress e iniziasse a costruire un futuro migliore. In effetti “qualcuno c'è” e ci sta già lavorando da 8 mesi.
 
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