La radio dei poveri Cristi - recensito su BooksBlog
Dicono di noi - La radio dei poveri cristi - Danilo Dolci

La radio dei poveri cristi, di Danilo Dolci

pubblicato: venerdì 31 ottobre 2008 da Dario Morelli su www.booksblog.it

 

La radio dei poveri cristi, presentato stasera alle 21.30 al circolo Malaussène di Palermo, è un volumetto preziosissimo. Raccoglie il progetto scritto da Danilo Dolci - grandissimo intellettuale siciliano dimenticato, scopritore del fenomeno mafioso e inventore della radio libera - per la sua emittente radiofonica, la prima a trasmettere in Italia dopo la RAI.

L’analisi di Dolci sull’univocità dello strumento di trasmissione radio-televisiva e sui modi per aggirarla resta tutt’oggi insuperata. «La radio è uno strumento di trasmissione a freccia unica», scriveva, «e non ha in sé la possibilità del colloquio: FONTE ——> ASCOLTATORE. […] Pensiamo che la difficoltà possa essere superata sul piano organizzativo-culturale. Ad esempio: - trasmettendo espressioni autentiche della cultura locale; - facendo esprimere la popolazione stessa sui suoi problemi […]; - facendo esprimere quei tecnici che possono coordinare o verificare i dati espressi dalla popolazione […]; - costituendo postazioni di ascolto in cui si commenti il programma stesso e trasmettendo poi la discussione».

Le poche, splendide pagine de La radio dei poveri cristi, curate da Guido Orlando e Salvo Vitale, raccolgono anche le trascrizioni di alcuni dei più importanti messaggi lanciati da Dolci attraverso la sua frequenza clandestina, che visse per sole 27 ore. Si tratta principalmente di autentici S.O.S. per i terremotati siciliani del 1968, incredibilmente abbandonati da tutte le istituzioni a una morte lenta e indecorosa, giustamente definita «genocidio».

A questo materiale si aggiungono anche teorici “ricettari” per il confezionamento di programmi informativi e culturali realmente rivoluzionari rispetto al pensiero unico dei media di allora e della stessa scuola, anch’essa castrante e irregimentata, che tuttavia rimasero inattuati nella breve, turbolenta e barricadera esperienza radiofonica di Dolci. Per i tempi in cui fu svolta, l’opera concettuale e pratica di Danilo Dolci appare comunque molto più che pionieristica, quasi profetica e visionaria.

Per queste ragioni la testimonianza che il volumetto pubblicato dall’editore Navarra porta alle nuove generazioni, colpevolmente ignare della vita e dell’opera di Danilo Dolci, è di una importanza capitale.

Dario Morelli

 

 
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