MARINEIDE, UN ISPETTORE E UN PAESE ALLA RIBALTA - LA ROCCA
Dicono di noi - Marineide


MARINEIDE, UN ISPETTORE E UN PAESE ALLA RIBALTA

LA ROCCA - DICEMBRE 2009

di CIRO SPATARO

 

Dopo l’incontro tenutosi al Centro Carpe di Marineo, è stato presentato anche a Palermo, nella sede del Consiglio Provinciale della città, a Palazzo Jung, il libro Marineide - Epopea semiseria dell’ispettore Marineo dal bronzeo viso, edito dalla Navarra Editore.
Hanno voluto dare un saluto il presidente Marcello Tricoli e l’editore Ottavio Navarra; mentre Lino Buscemi, Tommaso Romano, e Antonella Scandone, sono intervenuti sul testo, ponendo l’attenzione sull’originalità dello stile di Joan Viborg, scrittore marinese che si è cimentato nella stesura di questi primi due gialli ricchi di humour.
Tante volte mi sono interrogato sull’identità di Viborg, ma in realtà basta considerare la vivacità del contesto culturale della comunità marinese per comprendere l’origine del suo talento.


Infatti, quando qualche mese fa ho ricevuto una telefonata da parte dell’editore Navarra, nel corso della quale mi proponeva la presentazione di un libro, il cui protagonista porta il nome del nostro paese, l’ispettore Marineo, la cosa ha suscitato il mio interesse e la mia curiosità, per cui ho voluto verificare di persona di cosa si trattasse.
Nel leggerlo, ho provato un vero e proprio piacere, poiché non stavo leggendo il solito resoconto sulla storia e sulle tradizioni della nostra cittadina, bensì un giallo ricco di humour, ben congegnato e scritto in maniera scorrevole.
Mi ha incuriosito soprattutto l’autore: leggendo la terza pagina di copertina, non ho creduto trattarsi di un quarantenne danese così ben informato sui luoghi e sul contesto antropologico del paese di Castropietro, che tanto somiglia alla nostra Marineo, e per questo motivo ne ho apprezzato la vis comica, che è ancora più evidente nella quarta di copertina, dove con un vero e proprio coup de teatre il libro viene paragonato alla Bibbia, all’Odissea, alla Divina Commedia.
La cosa che verrebbe da sottolineare è che le caratteristiche di alcuni personaggi possono essere accostate a tipizzazioni presenti in Camilleri. Ma se riflettiamo sul contesto e sull’ambientazione delle storie, non può essere che così, in quanto i caratteri dei personaggi sono prodotti e condizionati in gran parte dall’ambiente in cui vivono. Vigata o Castropietro sono entrambi caratterizzazioni di una realtà ambientale comune e quindi di un modus vivendi che appartiene a tutti noi.
Quello che mi ha sorpreso è la precisa definizione del protagonista: è solo grazie alla sua faccia di bronzo, associata a una presenza di spirito e a un intuito fuori dal comune, che l’ispettore Marineo riesce a sopravvivere a se stesso, alle mancanze dei suoi collaboratori, all’arroganza del suo superiore, alla compagnia del fraterno amico dottor Santacroce e alla vicinanza della bellissima stagista Stella.
Nel primo episodio, “Omicidio sotto la rocca”, l’ispettore indaga sull’uccisione di un consulente finanziario ritrovato cadavere tra filari di vitigni. I legami professionali del defunto guidano l’ispettore Marineo tra campagne e case diroccate, che nascondono molto più di quanto si potrebbe immaginare.
Nel secondo episodio, “Il sultano Rhomen Al Fasud”, Marineo affronta non solo il mistero legato alla scomparsa di un diamante di proprietà dell’illustre ospite del capoluogo siciliano, ma anche quello delle frequenti vincite al “gratta e vinci”, registrate nel suo paese natio, Castropietro.
Certamente, il lavoro deve essere apprezzato in sé, al di là di chi l’abbia scritto.
Ci sono stati molti autori, anche illustri, che hanno pubblicato con uno pseudonimo, basti pensare a Luigi Natoli (William Galt) e Carlo Collodi (Carlo Alberto Salustri). Affascina notare come l’autore scriva di getto, senza indecisioni, senza soste, invitandoci a leggerlo tutto d’un fiato, come i migliori gialli.
Per concludere, non posso non sottolineare l’operazione culturale dell’editore Navarra, che facendo queste scelte editoriali, sicuramente ha saputo vedere oltre, regalandoci un’opera gradevolissima che vi consiglio di leggere per distrarvi dagli affanni quotidiani che il nostrtempo non ci risparmia.

Ciro Spataro

 

 

 

 
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