MUSICA E SANGUE - Repubblica
Dicono di noi - A passi rapidi

Con il romanzo A passi rapidi il giovane siciliano Sergio Cataldi si addentra nell' incubo di una città straniante e straniata, Palermo. Il ritmo serrato della band inglese "Joy Division" scandisce il tempo di un noir d' esordio ben costruito e avvincente. Sonno e veglia, morte e vita: sono eterni dilemmi da moderno "poète maudit" fra cui si dibatte questo anti-eroe, personaggio egocentrico e masochista che racconta in versi e refrain di tracce musicali la sua dannazione

di esistere. Tutto è perduto per lui. Decadente ed irresistibile, il gusto per il bello pervade sottilmente la tessitura del racconto, conferendogli il sapore retrò della nostalgia dei bei tempi andati. Felice fu un tempo con la gatta dagli occhi verdi al suo fianco; viva e accogliente fu la città che ora lo opprime. Il microcosmo acustico dell' abitacolo dell' auto o dell' I-pod sparato a palla sono le uniche difese a disposizione per affrontare la realtà esterna. Come un crotalo che si dimena ciecamente, nei fumi di droghe e alcool il protagonista attraversa le lande desolate dell' anima e della città: «Via Roma, un tappeto di auto incolonnate. Un amalgama di luci e lamiere. Che inquina tutti i miei sensi. Un lungo serpente sinuoso». Tanto dolore e oppiacei sembrano scaraventarlo in modo brusco e inaspettato nella condizione di viaggio senza ritorno. Solo l' umbratile di presenza di una donna, Corinne, innescherà redenzione e catarsi: assassina, tossica, vittima, suicida o semplice visione? Leggere per sapere.  

 

MUSICA E SANGUE

 
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