ALBERTO COTTICA: "E' ASSANGE IL PIU' WIRED DEL DECENNIO" - DAILY WIRED
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Alberto Cottica: "È Assange il più Wired del decennio"

L'autore di Wikicrazia partecipa al nostro sondaggio. E ci racconta di quella volta che incontrò l'uomo di Wikileaks
28 dicembre 2010 di Gaia Berruto

* WikiLeaks, Assange teme per la sua vita
Julian Assange

“ Io voto Julian Assange, perché ha incarnato bene la spinta alla trasparenza radicale che la rete sta dando alle autorità pubbliche; spinta che, a quanto pare, può essere gestita, ma non neutralizzata”. Dalla Cina, dove si trova un po’ per curiosità un po’ per lavoro, Alberto Cottica (musicista, economista, esperto di reti sociali e autore di Wikicrazia) risponde alle domande di Wired.it su quale sia il personaggio che ha rivoluzionato il primo decennio del XXI secolo.

Non pensi che sia un po’ presto per definire Assange uomo più Wired del decennio?

“Forse il mio è un po' un voto partigiano, perché anch'io mi occupo di trasparenza e collaborazione applicate alla governance. Però quando l’ho incontrato, nell’ottobre del 2009, mi è parso convinto di operare per il bene comune. È anche molto più vicino ai leader più moderni e illuminati (Obama su tutti) di quanto le cronache degli ultimi mesi non facciano pensare: l'insistenza su trasparenza e accountability lo accomuna a queste persone. La differenza tra Julian e Obama è che il primo pensa che i governi facciano un ricorso eccessivo alla riservatezza e che, quando questo accade, sia nostro diritto e dovere forzare loro la mano, per impadronirci e diffondere i dati. È un argomento di cui mi sono anche occupato”

Parliamo di Obama, allora. Molti, dopo gli entusiasmi della campagna elettorale, hanno smesso di considerarlo wired. Tu cosa pensi del suo lavoro alla Casa Bianca?

“Obama è molto, molto wired; ce ne accorgeremo negli anni, perché ha preso provvedimenti che cambieranno nel lungo termine la cultura amministrativa degli USA. Questo va ben al di là della campagna elettorale. Nel mio libro cito il memorandum sulla trasparenza amministrativa, che portò tutte le spese governative del Recovery Act a essere accessibili tramite RSS: ti puoi abbonare a una particolare voce di spesa, per esempio il distretto scolastico delle scuole dei tuoi figli, e perfino a un particolare funzionario governativo. Quel memorandum è stato firmato tre ore e venticinque minuti dopo l’arrivo di Obama nell'ufficio ovale. Potrei citare anche i collaboratori di cui si circonda (il CTO Vivek Kundra, il primo CTO della Casa Bianca nella storia, o la direttrice del progetto Open Government Beth Noveck), o il fatto che ha approfittato della recessione per assumere molti giovani hi-tech nell'amministrazione federale, i cosiddetti Young Feds”

In classifica al momento Jimmy Wales ha più voti di Zuckerberg, ma Jobs batte entrambi: gli anni ’00 saranno ricordati più per la filosofia di condivisione e apertura dei progetti Wiki o più per gli universi chiusi alla Apple e Facebook?

“Senza dubbio per i primi. Anche perché gli universi chiusi non sono una novità. Le telco, le televisioni, perfino i giornali sono universi chiusi. Di Jobs, credo, piace la capacità di interpretare la vita contemporanea attraverso manufatti.

Però alla lunga questa verticalizzazione del mondo finisce per suonare vecchia e provinciale, almeno a me”

E se potessi aggiungere un paio di nomi alla nostra lista?

“Metterei Clay Shirky e Massimo Banzi. Il primo perché in questi anni ha giocato più di chiunque altro il ruolo decisivo di raccontare il mondo che stiamo costruendo insieme. È un po' il nostro Marx: l'uomo che ci spiega, che ci fa sentire protagonisti e non vittime dei cambiamenti in atto. E Massimo Banzi perché quando l'hacking si estende alla produzione industriale il mondo cambia sul serio. Ma questo cambiamento ancora non è avvertito da tutti: forse lui sarà uno dei personaggi più Wired degli anni ‘10”

 

28 dicembre 2010

Tratto da Daily Wired

 
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