Nuova uscita in libreria per la Navarra Editore: “Monumenti, luoghi e personaggi di Palermo Sconosciuti & Dimenticati” di Lino Buscemi
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Chi è l’autore dell’epigrafe del Teatro Massimo? Sapevate che in corso Pisani c’è una coppia di orologi, risalente al 1802, e destinata a indicare l’ora distintamente: uno ai sani e l’altro ai pazzi? E perché al Capo c’è una strada detta “via Scippateste”? Avreste mai immaginato che in una chiesa in via del Vespro è custodita una pietra che riporta l’impronta del piede di sant’Agata?

Queste e molte altre curiosità raccontate con lo stile accattivante di Lino Buscemi, che coglie l’occasione per indirizzare anche una generosa tiratina d’orecchi agli amministratori della città di Palermo.

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Esce oggi per la Navarra Editore il nuovo testo di Lino Buscemi, avvocato, giornalista pubblicista e osservatore attento della realtà siciliana, dal titolo “Sconosciuti&Dimenticati”: un testo curioso e originale, caratterizzato da un irresistibile humour e una profonda passione civica - entrambi tratti della frizzante personalità dell’autore – dedicato a monumenti, luoghi e personaggi, più o meno noti, della città di Palermo.

Dalla via scippateste, alla chiesa della Madonna della Mazza, dall’antica taverna di Pallavicino a Santa Maria delle Grazie, passando per via sedie volanti, dai monumenti più rappresentativi della città – il teatro Massimo, Porta Nuova, Palazzo dei Normanni – a ruderi di chiese e palazzi sconosciuti ai più: tra aneddotica ed arte, i brani di Sconosciuti & Dimenticati accompagnano i lettori in giro per la città e spaziano da episodi della storia di Palermo a racconti di quartiere che sfiorano il confine con la leggenda.

Un invito a indagare tra le maglie della memoria, e a recuperare un patrimonio storico-artistico quasi del tutto dimenticato. “Ogni brano – dichiara l’autore – rappresenta un disperato appello, una richiesta d’aiuto e di salvezza per uscire da una condizione di totale abbandono. Bisogna salvarli tutti i monumenti di Palermo, affinché il più grande centro storico d’Europa possa tornare a essere il cuore della Palermo Felicissima.”

Scrive sul libro e sull’autore, nella prefazione al testo, Salvatore Butera

“Ancor più quindi è da lodare Buscemi, che invece ironico e motteggiatore lo è e lo è con gusto e compiacimento. Solo che, a guardar bene, sulla sua ironia e sui suoi sarcasmi, fa capolino sempre un amore disperato e direi quasi rabbioso per la sua terra, la Sicilia, ma soprattutto per la sua odiosamata Palermo. Ve ne accorgerete leggendo queste note e rilevando quanti e quali siano i rimandi all’attualità di una città perduta, ai suoi mali attuali, alle sue carenze, alla mafia, ai mafiosi, ai pentiti: in poche parole a tutto lo strumentario cui purtroppo le tristi cronache di questi anni ci hanno abituato. È così che fra roboanti titoli nobiliari, aneddoti boccacceschi, fra vie e viuzze del centro storico, viene fuori tutto l’ardore civile di Buscemi, la sua cocente invettiva, la sua polemica, in definitiva la passione inesausta per la sua città e per la sua terra. Una Sicilia irredimibile che tuttavia è la sua, è la nostra Sicilia, stracolma di storia e di storie, vecchia di un passato che non passa, impegnata nell’eterno conato dell’isola difficile che non riesce ancora a trovare un proprio autonomo e originale cammino verso la modernità.”

Salvatore Butera

 

 
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