“DIETRO OGNI LAPIDE, MORTI PER MAFIA VIVI PER AMORE” - IN ANTEPRIMA APALERMO IL NUOVO LIBRO DI ALESSANDRO CHIOLO | LUNEDì 28 SETTEMBRE
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Lunedì 28 settembre alle ore 17:30 verrà presentato in anteprima assoluta al Giardino dei Giusti a Palermo il nuovo libro di Alessandro Chiolo "Dietro ogni lapide, morti per mafia vivi per amore" che dopo il successo di “Squadra mobile Palermo” torna a raccontare la ferocia della mafia attraverso la storia di dieci vittime innocenti, spesso non conosciute, accomunate dalla tragica fine che Cosa Nostra riservò loro. Alla presentazione interverranno insieme all’autore Roberto Greco e Salvo Toscano.

Nel testo vengono narrate vite di uomini della società civile, uomini “normali”, non in divisa, che per un motivo o un altro, si trovarono dinnanzi la disumanità e la ferocia della Mafia; storie di imprenditori che in tempi non sospetti non abbassarono la testa ma che ebbero il coraggio e la forza di tenere la schiena dritta nella consapevolezza dei rischi che correvano quando ancora non esistevano programmi di protezione o garanzie da parte dello Stato per chi collaborava; storie di uomini che continuarono a guardare i loro carnefici negli occhi avendo il coraggio di non abbassare lo sguardo dinnanzi i loro aguzzini, persone colpite da proiettili indirizzati non a loro ma a chi del loro corpo si faceva scudo, persone uccise perché scambiate per altri o persone rapite e torturate nonostante la loro completa ignoranza ed estraneità nei confronti di Cosa Nostra.

Storie di famiglie distrutte dal dolore che hanno dovuto rivedere la loro esistenza alla luce di eventi fino a qualche secondo prima inimmaginabili e per questo non “elaborabili”; tragedie dettate dalla vergogna di vedere i propri cari additati per anni come mafiosi o tragedie nelle tragedie dettate da un dolore così soffocante nei confronti del quale l’unica soluzione è sembrata quella di porre fine alla propria esistenza. Nel testo troverete però anche storie di coraggio, le storie di chi, facendo di quel dolore fonte di tenacia e forza, ha combattuto e continua a combattere ogni giorno della propria esistenza per tenere vivo il ricordo dei propri cari e non permettere che altri, ingenuamente ed erroneamente, possano pensare che esistano zone franche esenti dallo scontro contro cosa nostra.


“Non si muore perché si è malati ma perché si è vivi – dichiara l’autore - ed è nei confronti di questa vita, alla luce delle tragedie qui raccontate, che dovremmo riscoprire il nostro attaccamento ad essa”.

 
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