DAL 20 AL 23 LUGLIO TOUR DI PRESENTAZIONI PER GIORGIO DI VITA - PEPPINO IMPASTATO E L'ESPERIENZA DI RADIO AUT IN "NON CON UN LAMENTO"
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Tre appuntamenti in Sicilia con Giorgio Di Vita, romano di origini siciliane, compagno e amico di Peppino Impastato, e il suo romanzo autobiografico "Non con un lamento. Peppino Impastato, vertigini di memorie". Si parte il 20 luglio a San Vito Lo capo alle 18.30 all'interno del festival "SiciliAmbiente", dove Giorgio Di Vita aprirà il ciclo di presentazioni in rassegna insieme accompagnato da Marcello Faletra. Giovedì 22 sarà protagonista invece insieme a Salvo Vitale, storico amico anche lui di Peppino Impastato, di una doppia presentazione che si svolgerà a Terrasini alle ore 21, presso Torre Alba

(lungomare Peppino Impastato -Terrasini): durante la serata  Salvo Vitale, Giorgio Di Vita e Marcello Faletra dialogheranno sull'esperienza di Radio Aut, prendendo spunto dai libri “Onda Pazza 2” e "Non con un lamento".
Infine venerdì 23 luglio a Partinico presso l'Ex arena Lo Baido alle ore 18.30 alla presentazione del libro interverranno  insieme a Giorgio Di VitaEmiliano Puleo (Giovani Comunisti/e),  Salvo Vitale e Marcello Faletra.

 

Hanno scritto sul libro: IMPASTATO E RADIO AUT IL RACCONTO DELL' IMPEGNO - REPUBBLICA di Adriana Falsone

«Io dico sempre di essere romano per caso perché i miei genitori sono siciliani da generazioni. A Roma, però, il mio approccio alle realtà di lotta del movimento del ' 77, era mediato da strutture giovanili organizzate e la mia partecipazione limitata a un ruolo gregario. Radio Aut, per me, è stata l' occasione per entrare nel cuore di un gruppo con una prospettiva precisa: la lotta alla mafia». Così trentadue anni dopo l' assassinio di Peppino Impastato, il disegnatore Giorgio Di Vita, ricorda il suo compagno e amico attraverso il libro "Non con un lamento. Peppino Impastato, vertigini di memorie" pubblicato dalla Navarra Editore.

Qui rivive l' esperienza di Radio Aute la figura di Peppino, in camicia militare e zoccoli, sigaretta sempre alle labbra, il suo carisma, le sue parole severe e, ovviamente, i pomeriggi in radio. «È un romanzo di recupero della memoria - spiega - Peppino è stato un amico fraterno, affettuoso e disponibile sia ai discorsi impegnati che alle battute. A Radio Aut eravamo pochi e il clima era quello di un gruppo di amici. Si respirava una volontà vera e un coraggio che non avevo mai percepito prima nelle assemblee romane. L' obiettivo era molto ben focalizzato: la denuncia della corruzione mafiosa. Questo mi aiutava a capire bene dove andasse il mio impegno». Nel suo viaggio di ritorno in quegli stessi luoghi, trent' anni dopo, l' autore reinterpreta quell' esperienza alla luce dell' attualità.

 
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